Troina: polemica sul Tiziano, il sindaco Venezia risponde a Sgarbi

Sarebbe falso il Tiziano acquisito qualche anno fa dal comune di Troina, secondo il critico d’arte Vittorio Sgarbi; ma il dipinto lo ha visto solamente tramite una fotografia sgranata, ribatte il primo cittadino Sebastiano Fabio Venezia.
Il comune di Troina sarebbe la vittima, l’accusa è rivolta piuttosto al docente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, Paolo Giansiracusa, che, si legge nel comunicato, in qualità di consulente, avrebbe indotto il Comune in provincia di Enna “a sborsare 56 mila euro per un dipinto falsamente attribuito a Tiziano”.
La denuncia di Sgarbi, dai toni fortemente polemici, nei confronti di Giansiracusa va inquadrata certamente nella vicenda del prestito del delicatissimo Caravaggio, il “Seppellimento di Santa Lucia”, quadro esposto ad Ortigia, ma richiesto in prestito dal museo Mart di Rovereto, di cui Sgarbi è presidente. Giansiracusa, contrario al trasferimento, per le condizioni dell’opera, si era anche reso promotore di una petizione per negare il trasferimento dell’opera, raccogliendo migliaia di firme tra cui quella provocatoria dello stesso Sgarbi che non voleva più il dipinto. L’opera di fatto rimarrà in Sicilia.
Nella dura nota stampa di Sgarbi si legge ancora: “appare evidente – osserva Sgarbi – che un dipinto autentico di Tiziano non può essere venduto a 56 mila euro! Chiunque considererebbe tale valutazione una bufala, anche facendola passare, a danno dell’acquirente, che acquista una crosta, come prezzo simbolico. Giansiracusa ha deliberatamente, o per manifesta incompetenza – accusa Sgarbi – raggirato il comune di Troina, fornendo ‘perizie prive di valore scientifico, da parte di uno studioso, guarda caso, di Caravaggio e di Seicento, ma non di Rinascimento come Maurizio Marini, a me ben noto, e di tale Gaetano Miano, pittore, che non è in alcun modo riconosciuto come esperto di Tiziano”.
56 mila ero sarebbero un prezzo meramente simbolico per rimborsare le esose spese sostenute dall’avvocato Ugo Miano, proprietario del dipinto, per farlo rientrare in Italia, per la custodia e per lo studio e la manutenzione dello stesso.
“Non ci sembrava giusto che dopo il nobile gesto dovesse anche far fronte alle spese”, spiega il sindaco Fabio Venezia. Non è rimasto in silenzio il primo cittadino che anche tramite canali social ha ricordato: “Con tutto il rispetto per Sgarbi, che peraltro risulta essere coinvolto in diverse indagini per false autenticazioni di opere d’arte e che non ha mai visto il dipinto di presenza (ma solo attraverso una foto a bassa risoluzione), sull’attribuzione a Tiziano Vecellio del “Ritratto di Paolo III Farnese” si è tra gli altri pronunciato il prof. Maurizio Marini, tra i massimi studiosi al mondo di Caravaggio e grande conoscitore dell’arte italiana del Cinquecento e del Seicento, il quale scrive dopo aver scrupolosamente studiato il dipinto che si tratta di un “significativo autografo”. Il livore contro il prof. Giansiracusa sulla vicenda del mancato prestito del Caravaggio siracusano ha fatto certamente perdere la lucidità a Sgarbi”. Antonino Giansiracusa, per altro cittadino onorario di Troina, come ricorda Venezia: “ha scelto da anni di lavorare gratuitamente a servizio della nostra comunità”. La sua collaborazione e il suo generoso impegno con il comune che ha scelto di investire sulla rinascita urbanistica, architettonica e culturale della città ha consentito peraltro che 100 artisti contemporanei di tutto il mondo donassero altrettante opere d’arte alla città di Troina per il nascente Museo d’arte contemporanea nell’ex convento del Carmine”.
Angela Montalto

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