Toponomastica, ED e Prima Enna: «Il Comune ha operato nel rispetto della normativa»

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I gruppi consiliari ED e Prima Enna intervengono sulla vicenda relativa all’intitolazione a Pompeo Colajanni, comandante Barbato, di piazza A. Da Messina e ad Alessandro Scelfo di un tratto di via Leonardo Da Vinci, respingendo le accuse rivolte all’Amministrazione comunale dalle forze di opposizione, dall’assessore Francesco Colianni e dall’onorevole Eliana Longi.

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Secondo i due gruppi consiliari, il Comune avrebbe operato nel rispetto della normativa vigente e delle procedure previste per il mutamento della toponomastica: «I gruppi consiliari ED e Prima Enna intendono far chiarezza sulla vicenda dell’intitolazione a Pompeo Colajanni – Comandante Barbato – e Alessandro Scelfo di piazza A. Da Messina e di un tratto di via Leonardo Da Vinci, rispettivamente, sgombrando il campo dalle scontate e velenose strumentalizzazioni partorite in questi giorni dalle forze di opposizione, dall’assessore Colianni e dall’onorevole Longi, che hanno cavalcato la vicenda additando il Sindaco e l’Amministrazione comunale come responsabili di un presunto mancato rispetto delle regole».

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Nel comunicato, ED e Prima Enna sostengono che l’Amministrazione abbia preso atto della comunicazione della Prefettura e che abbia agito nel rispetto delle disposizioni impartite, ribadendo che il confronto con le istituzioni rappresenta uno dei principi dell’azione amministrativa.

I gruppi richiamano inoltre la normativa e alcune pronunce del Consiglio di Stato, sostenendo che, nel caso specifico, trattandosi di una modifica di un toponimo già esistente, la procedura seguita sarebbe conforme alla disciplina vigente. A loro avviso, il procedimento amministrativo sarebbe stato correttamente avviato con il parere della commissione competente, la deliberazione della Giunta e la trasmissione degli atti alla Prefettura.

Nel documento viene affrontata anche la questione della cerimonia del 25 luglio. Secondo ED e Prima Enna, l’iniziativa avrebbe avuto esclusivamente un significato commemorativo e simbolico e non avrebbe rappresentato il completamento dell’iter amministrativo necessario per l’intitolazione delle vie: «Le cerimonie del 25 luglio, segnatamente quella riguardante il Comandante Barbato, hanno avuto valore strettamente storico e commemorativo, intendendosi celebrare Pompeo Colajanni nella data in cui il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini, senza alcuna immediata refluenza di natura amministrativa».

I gruppi precisano inoltre che il procedimento amministrativo non è ancora concluso e che, fino al suo completamento, l’intitolazione non produce effetti giuridici.

Nella parte conclusiva del comunicato, ED e Prima Enna contestano le critiche mosse dalle opposizioni, dall’assessore Colianni e dall’onorevole Longi, sostenendo che il Comune abbia operato nel rispetto della legge e invitando le altre forze politiche a un confronto basato sugli atti amministrativi: «In punto di diritto, infatti, dovranno rassegnarsi: il Sindaco e la Giunta hanno agito nel pieno rispetto del R.D.L. n. 1158/1923 e della prassi inveterata del mutamento di toponomastica».

Infine, i gruppi consiliari invitano il dibattito politico a concentrarsi sull’attività amministrativa dell’ente, citando, tra le iniziative più recenti, il piano di riqualificazione dell’area artigianale e la rinnovata intesa strategica tra Comune di Enna ed ESA.

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