Sweemy, da Enna l’app che aiuta gli studenti a trovare stanza e coinquilini

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Trovare una stanza, conoscere in anticipo i possibili coinquilini e scoprire ciò che la città offre agli studenti. Nasce con questi obiettivi Sweemy, nuova app dedicata al mondo universitario, nata a Enna, città dalla quale prende il via il progetto.

L’idea è dell’imprenditore Andrea Laneri e nasce da un’esigenza concreta: rendere più semplice, trasparente e organizzata una ricerca che, soprattutto a Enna, passa ancora spesso attraverso gruppi social e passaparola.

«Mi sono reso conto che la ricerca di una stanza funziona ancora come anni fa: gruppi Facebook, passaparola, annunci spesso incompleti e poche informazioni su chi si ha davanti. Da qui è nata l’idea di creare uno strumento capace di mettere ordine e rendere tutto più semplice».

Il punto di partenza di Sweemy è proprio la singola stanza, e non l’appartamento considerato nel suo complesso. Una differenza che, secondo Laneri, distingue la piattaforma dai tradizionali portali immobiliari: «Su Sweemy lo studente cerca direttamente la camera che gli interessa. Se in un appartamento ci sono quattro stanze e due sono disponibili, vengono mostrate quelle due, ciascuna con le proprie foto, il proprio prezzo e tutte le informazioni utili».

La piattaforma consente di visualizzare le soluzioni disponibili su una mappa e di conoscere anche la distanza dai plessi universitari. Una volta individuata la stanza, lo studente può contattare direttamente il proprietario attraverso la chat dell’app, senza intermediari.

Ma la ricerca dell’alloggio rappresenta soltanto una parte del progetto. Una delle funzioni sulle quali Laneri punta maggiormente è infatti quella dedicata alla ricerca di coinquilini compatibili.


Attraverso i profili degli altri studenti che cercano casa nella stessa città è possibile confrontare abitudini, orari, interessi, presenza di animali e stili di vita, così da capire in anticipo se una convivenza potrebbe funzionare: «Trovare la stanza giusta è importante, ma lo è altrettanto trovare le persone giuste con cui condividerla. L’idea è permettere agli studenti di conoscersi prima, capire se sono compatibili e, se vogliono, formare un gruppo per cercare casa insieme».

Sweemy punta però ad accompagnare il fuorisede anche oltre la ricerca dell’abitazione. All’interno dell’app trova spazio la sezione “Vita da studente”, pensata come una vera e propria guida alla città, con attività suddivise per categoria: bar, pizzerie, palestre e servizi. Ogni attività può avere una propria pagina con fotografie, descrizione, contatti e collegamenti ai social, oltre alla possibilità di proporre convenzioni, sconti e offerte dedicate agli universitari. Per le attività commerciali, al momento, la presenza sulla piattaforma è gratuita. Il progetto prevede inoltre una convenzione con CNA Enna, con un apposito bollino dedicato alle attività associate.

C’è poi una bacheca per i lavoretti occasionali, nella quale gli studenti possono proporsi e le attività pubblicare offerte di lavoro, oltre a uno spazio dedicato ad appuntamenti, eventi e serate.

Tra le funzioni più particolari c’è anche la possibilità per gli utenti di organizzare un aperitivo, una cena o una festa a casa propria e pubblicare l’evento sull’app. Gli altri studenti possono visualizzare la città, la zona, la data e il numero di posti ancora disponibili, inviando una richiesta di partecipazione.

Su questo aspetto particolare attenzione è stata dedicata alla privacy. «L’indirizzo dell’abitazione non viene mai mostrato pubblicamente. Lo riceve in chat soltanto chi viene accettato dall’organizzatore. In questo modo chi apre casa propria mantiene sempre il controllo su chi parteciperà».

Un altro elemento centrale del progetto riguarda la fiducia tra studenti e proprietari, tema sul quale, spiega Laneri, è stato svolto un lavoro specifico: «Quando si cerca casa online, uno dei problemi principali è capire chi c’è realmente dall’altra parte. Per questo abbiamo voluto introdurre strumenti che rendano i profili più affidabili e permettano sia agli studenti sia ai proprietari di dialogare con maggiore tranquillità».

Il progetto prevede infatti controlli sui profili e strumenti di verifica dell’identità, oltre a moderazione e chat interna protetta. L’obiettivo è consentire anche a chi mette a disposizione una stanza di conoscere meglio l’interlocutore prima ancora di avviare una trattativa.

Anche la geolocalizzazione è pensata per mantenere l’esperienza strettamente legata alla comunità universitaria locale: chi utilizza Sweemy a Enna visualizza studenti, abitazioni, attività e opportunità riferite alla città.

La piattaforma si rivolge naturalmente anche ai proprietari che affittano agli universitari. Una volta inserita l’abitazione, è possibile gestire separatamente ogni singola camera, specificando se è disponibile, occupata o quando tornerà libera: «Il proprietario carica l’appartamento una sola volta e poi aggiorna semplicemente lo stato delle singole stanze. Può indicare quali sono libere, quali occupate e quando saranno nuovamente disponibili. La pubblicazione è gratuita, non ci sono provvigioni e i messaggi degli studenti arrivano direttamente nell’app».

Sweemy non si presenta infatti come un’agenzia immobiliare, ma come una piattaforma che mette in contatto studenti e proprietari senza applicare commissioni sui contratti di locazione.

Enna rappresenta così il punto di partenza di un progetto pensato per riunire in un unico spazio digitale diversi aspetti della quotidianità universitaria. Gli studenti possono ricevere notifiche quando arriva un nuovo studente in città, viene inserita una nuova attività, viene pubblicato uno sconto o un coupon, compare un nuovo lavoretto oppure viene organizzato un evento o una serata.

Sweemy è accessibile attraverso il sito sweemy.app e tramite le applicazioni per smartphone. La registrazione può essere effettuata scegliendo il profilo studente o proprietario: «Abbiamo cercato di rendere l’accesso il più semplice possibile: bastano pochi passaggi per entrare e iniziare a utilizzare la piattaforma».

L’obiettivo, partendo proprio dalla città universitaria ennese, è quindi riunire nello stesso luogo digitale ciò che uno studente fuorisede normalmente cerca attraverso tanti canali differenti: una stanza, le persone con cui condividerla e una comunità nella quale inserirsi.