Pianeta chiama, Usca rispondi

Usca

Pianeta chiama, Usca rispondi. Oramai è un tamtam di segnalazioni: chi aspetta di essere liberato dopo una quarantena che sfora già le due settimane, chi deve ancora ricevere il certificato che attesti la positività al Covid, c’è addirittura chi non riesce ad avviare la pratica di segnalazione. Ma oltre all’emergenza burocrazia c’è anche chi a casa con sintomatologia si sente abbandonato a sé stesso.

Mentre nella prima ondata i medici Usca (unità speciali di continuità assistenziali) si recavano in casa anche per fare i tamponi di inizio e fine quarantena, adesso le disposizioni sono cambiate ma in ogni caso il personale, pur lavorando a pieno ritmo, non riuscirebbe a rapportarsi ai circa 4300 positivi sparsi in tutta la provincia.

Il sistema, anche in provincia di Enna come nel resto della Sicilia, è evidentemente saltato. Il telefono squilla a vuoto e i nervi sono a pezzi. Il tracciamento è in tilt.

C’è chi aspetta l’esito del tampone molecolare dopo cinque giorni, chi lamenta l’accatastamento in casa di rifiuti – quelli dei pazienti Covid sono “speciali” – ma nessuno va a ritirarli, nonostante la segnalazione alla polizia municipale.

Il personale in forza alle Usca dell’Asp di Enna è rimasto numericamente uguale alla prima ondata, quando i positivi erano poco più di 400, neanche il 10 per cento di quelli attuali. Non ci vuole molto a capire che, pur impegnandosi, il personale preposto non riesce più a seguire la pandemia che dopo le riunioni familiari natalizie è diventata prepotente anche nel territorio ennese. Si vedano le file di automobili nei drive in predisposti dall’Asp per fare i tamponi ma anche in tutte, o quasi, le farmacie.

Questi “arresti domiciliari” inevitabilmente creano delle disfunzioni non solo a livello psicologico ma anche e soprattutto nell’ambito lavorativo di ogni quarantenato. Stamane inoltre sono finiti i tamponi e l’Asp di Enna aspetta l’approvvigionamento in queste ore, quindi niente via libera per chi oggi avrebbe dovuto sottoporsi all’ultimo molecolare. Insomma dall’emergenza sanitaria a quella burocratica è stato un attimo.

A cambiare adesso dovrebbe essere, come anticipato dall’assessore alla salute Ruggero Razza, la gestione dei positivi in isolamento domiciliare: gli asintomatici infatti dovrebbero essere a carico dei medici di base, mentre le Usca si dovrebbero occupare solo di chi ha sintomi. I medici di famiglia comunque potrebbero avere un ruolo importante in termini di comunicazione, fungendo almeno da portavoce.

Insomma è evidente che il sistema va rivisto, si rischia altrimenti una vera e propria implosione.

Angela Montalto