Le acque del lago di Pergusa risultano entro i limiti di legge dal punto di vista microbiologico. È quanto emerge dalle analisi effettuate nel 2026 nell’ambito di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio dei bacini lacustri italiani.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, tutti e sei i punti campionati nei laghi siciliani monitorati – Piana degli Albanesi, Soprano, Pergusa e diga San Giovanni – sono risultati entro i limiti di legge. Per quanto riguarda il lago di Pergusa, il campionamento è stato effettuato allo scivolo di imbarco dell’ex Club Nautico, confermando il dato già registrato lo scorso anno.
Nel corso della presentazione dei risultati, svoltasi al Visitor Center della Riserva naturale speciale Lago di Pergusa, Legambiente ha però richiamato l’attenzione sulle criticità ambientali che interessano il bacino ennese, indicando la crisi climatica come la principale minaccia per il lago.
L’associazione sostiene che il lago, a causa del fondale poco profondo e delle elevate temperature, sia particolarmente esposto ai fenomeni di evaporazione e disseccamento. Tra i fattori che, secondo Legambiente, aggravano la situazione vengono indicati la presenza dell’autodromo e l’attuale sistema fognario del Villaggio Pergusa.
In occasione dell’iniziativa, Legambiente ha esposto uno striscione con la scritta “Non è caldo, è crisi climatica” e ha avanzato cinque richieste ritenute prioritarie: la ripresa del monitoraggio ambientale della riserva e il rafforzamento della governance dell’area protetta; la dismissione dell’autodromo e la rinaturalizzazione delle aree; l’ammodernamento del sistema fognario del Villaggio Pergusa; la creazione di garzaie nelle vecchie vasche di decantazione; la riapertura dell’ex Club Nautico e dell’area di Villa Geracello di Zagaria.
I dati e le proposte sono stati presentati nel tardo pomeriggio in una conferenza stampa a Enna, presso il Visitor Center della RNS Lago di Pergusa, alla presenza di: Franz Scavuzzo, Presidente Legambiente Erei; Giuseppe M. Amato, Responsabile Gestione delle Risorse idriche di Legambiente Sicilia; Antonio Aveni, Responsabile Ufficio RNS Lago di Pergusa; Michele Sabatino, Assessore allo Sviluppo Economico, all’Innovazione e agli Investimenti del Comune di Enna; Rita Umbriaco, referente CEA Alexander Von Humboldt Legambiente Nazionale; Vanessa Rosano, Direttrice Legambiente Sicilia.
«Se dai monitoraggi microbiologici condotti nei bacini siciliani emerge un quadro positivo, dall’altro la minaccia della crisi climatica resta un tema aperto, stringendo la morsa soprattutto sul Pergusa, ostaggio della siccità a fasi alterne. Oltre alla richiesta, a livello nazionale, di stanziare le risorse per attuare il PNACC, che peraltro va integrato dato che contiene una sola misura per i laghi, abbiamo messo nero su bianco interventi prioritari per mettere al centro la tutela del Pergusa, superando la logica emergenziale», dichiara Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi.
Sulla stessa linea anche Giuseppe Amato, responsabile risorse idriche di Legambiente Sicilia: «Il lago di Pergusa è uno dei luoghi naturalisticamente più importanti d’Italia e una tappa irrinunciabile per le migrazioni dell’avifauna tra Europa e Africa. Per la sua posizione, l’essere privo di veri e propri immissari ed emissari, per i molteplici impatti causati dall’uomo nell’ultimo centinaio di anni, oggi si trova ad affrontare con maggiore fragilità il cambiamento climatico incipiente. Su di esso la benché minima variazione delle temperature si manifesta con effetti devastanti. Nonostante la resilienza del lago, Legambiente chiede interventi immediati per rafforzare l’ambiente naturale, in linea con la Nature Restoration Law dell’UE: il rifacimento della rete fognaria del Villaggio Pergusa, la ripresa del monitoraggio ambientale fermo dal 2015, una road map per la dismissione del vetusto autodromo e la rinaturalizzazione delle sponde, oltre alla riorganizzazione della governance della riserva, oggi priva di direttore e personale».
I monitoraggi di Goletta dei Laghi in Sicilia sono stati effettuati tra il 13 e il 15 luglio da tecnici e volontari di Legambiente. L’associazione precisa che le analisi riguardano esclusivamente i parametri microbiologici e non sostituiscono i controlli ufficiali né certificano la balneabilità dei punti campionati.






