Pd Enna, proposta la candidatura dei bambini di Gaza al Nobel per la Pace 2027

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La Direzione provinciale del Partito Democratico di Enna lancia la proposta di candidare ufficialmente i bambini e le bambine della Striscia di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2027.

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L’iniziativa si inserisce nella scia della campagna nazionale promossa sulle pagine del quotidiano Avvenire dal filosofo Eugenio Mazzarella, che ha già raccolto sottoscrizioni tra istituzioni, mondo accademico e comunità religiose.

L’obiettivo dichiarato è trasformare il dramma di un’intera generazione privata del diritto alla salute, all’istruzione e al futuro in un simbolo universale di protezione dell’infanzia, valido per ogni latitudine.

A sostegno della mozione, approvata formalmente il 18 settembre 2026, viene richiamato anche il rapporto “Torture and genocide”, presentato nel marzo 2026 da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, nel quale vengono affrontate le violazioni dei diritti umani subite dalla popolazione palestinese.

Alla proposta della candidatura si affiancano anche alcune richieste di carattere politico e diplomatico. La mozione individua infatti come punti per il raggiungimento di una pace duratura il cessate il fuoco immediato e permanente, la liberazione di tutti gli ostaggi, l’accesso incondizionato agli aiuti umanitari e il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele.

La Segreteria provinciale del PD ennese ha già attivato i propri canali per trasmettere la mozione ai livelli regionale e nazionale del partito, sollecitando inoltre i parlamentari della Camera e del Senato a sostenere la proposta di candidatura. Parallelamente, sono previsti incontri e iniziative di sensibilizzazione con università, scuole e associazioni del territorio.

“Di fronte a questa tragedia non possiamo restare in silenzio”, ha dichiarato la segretaria provinciale Katya Rapè, confermando la volontà del PD ennese di unirsi a una battaglia di civiltà che, partendo dai territori, punta a lanciare un monito solenne alle istituzioni globali, “nessun bambino dovrebbe mai conoscere l’inferno delle armi prima ancora di aver scoperto il significato della pace”.