Ospedale di Leonforte, il PD denuncia il depotenziamento e chiede chiarimenti all’Asp

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Il Partito Democratico di Leonforte interviene sulla situazione del presidio ospedaliero cittadino e chiede all’Asp di Enna chiarimenti sul futuro della struttura, sulla dotazione di personale e sull’organizzazione dei reparti.

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«Il Partito Democratico di Leonforte denuncia con forza l’inaccettabile e progressivo depotenziamento della capacità operativa del Presidio Ospedaliero della nostra città, messo in atto dall’ASP di Enna», afferma il segretario cittadino del PD, Gaetano Livolsi.

Il partito richiama le iniziative intraprese nelle scorse settimane dalle istituzioni locali: «Di fronte a questa emergenza, le nostre Istituzioni non sono rimaste a guardare. Sosteniamo le azioni portate avanti dal nostro Sindaco, dall’Amministrazione e dal Consiglio Comunale: dall’occupazione fisica dell’ospedale dello scorso 20 luglio per costringere la direzione sanitaria a un confronto, alla richiesta e partecipazione alla Conferenza dei Sindaci, fino al Consiglio Comunale del 31 luglio in cui è stata denunciata pubblicamente la disastrosa condizione in cui versa la struttura».

Tra le principali criticità indicate dal PD c’è la situazione del personale medico: «Oggi i fatti ci danno purtroppo ragione. Quello che l’ASP ad aprile aveva rappresentato al Sindaco come un intervento temporaneo di circa venti giorni (il trasferimento di due medici dal Pronto Soccorso a quello di Enna) ha innescato un collasso strutturale. Per compensare quella mancanza, sono stati sottratti due medici alla Medicina. Il risultato è che il reparto è rimasto con un’unica unità medica strutturata, una dotazione evidentemente incompatibile con la necessità di assicurare le reperibilità e la continuità assistenziale».

Secondo il PD, un ulteriore passaggio critico sarà rappresentato dal prossimo 15 agosto: «La toppa messa dall’Azienda, ovvero l’impiego di personale medico somministrato tramite la cooperativa Alcantara, cesserà il prossimo 15 agosto. Senza un’immediata assegnazione di personale medico strutturato, si determinerà un’oggettiva difficoltà nel garantire la continuità operativa del reparto».

Livolsi richiama inoltre quanto avvenuto il 30 luglio, con il trasferimento dei pazienti della Medicina negli spazi del Pronto Soccorso: «A questo si aggiunge un vero paradosso organizzativo: il 30 luglio, proprio il giorno prima della Conferenza dei sindaci, il Direttore del Presidio ha impartito la disposizione di trasferire i pazienti della Medicina all’interno degli spazi del Pronto Soccorso. Questa scelta ha determinato una riduzione di sei posti letto della Medicina, una contrazione delle risorse infermieristiche e una preoccupante sovrapposizione logistica tra le attività di emergenza e i degenti».

Il PD sostiene che tale organizzazione presenti anche criticità dal punto di vista sanitario: «Una simile e inaccettabile promiscuità genera infatti un evidente rischio igienico-sanitario, facendo convivere negli stessi ambienti la degenza ordinaria con i flussi non programmabili del Pronto Soccorso, e arriva a compromettere persino la doverosa garanzia della separazione di genere tra i pazienti ricoverati».

Nel documento viene affrontata anche la questione del quarto piano dell’ospedale e dell’eventuale trasferimento della RSA di Pietraperzia: «Tutto ciò era stato correlato dall’ASP alla necessità di liberare il quarto piano per accogliere la RSA di Pietraperzia. Ad oggi, tuttavia, la RSA permane a Pietraperzia e il quarto piano dell’ospedale di Leonforte risulta sostanzialmente inutilizzato».

Il Partito Democratico richiama quindi la programmazione regionale del presidio: «Questo progressivo smantellamento si pone, peraltro, in aperta contraddizione con la programmazione regionale vigente. Ricordiamo, infatti, che il Decreto Assessoriale n. 22/2019 classifica il nostro presidio come “Pronto Soccorso di Zona Disagiata”, assegnando una dotazione strutturale di ben 60 posti letto complessivi: 14 alla Medicina Generale, 12 alla Chirurgia, 18 alla Riabilitazione e 16 alla Lungodegenza. L’attuale depotenziamento rappresenta un palese tradimento di questo assetto normativo».

«Non possiamo permettere che la permanenza nominale dell’ospedale venga usata per nascondere il suo reale svuotamento. Qualora venisse meno la sostenibilità operativa della Medicina, l’ASP dovrà chiarire come il Pronto Soccorso potrà continuare a svolgere le proprie funzioni», prosegue Livolsi.

Alla luce della situazione descritta, il PD di Leonforte pone all’Asp di Enna cinque domande: «Come si intende garantire la continuità assistenziale della Medicina dopo il 15 agosto? Quale sarà la futura dotazione organica medica e infermieristica del Presidio? Quali sono le reali motivazioni della riduzione dei posti letto e del trasferimento dei degenti negli spazi del Pronto Soccorso? Perché il quarto piano è stato svuotato se la RSA di Pietraperzia non è stata trasferita? Qual è il modello complessivo e la futura configurazione funzionale che l’ASP intende adottare per il Presidio Ospedaliero di Leonforte? Qualora l’ASP ritenga di non disporre delle risorse per mantenere l’attuale configurazione ospedaliera, lo dichiari con trasparenza alle istituzioni e alla popolazione», afferma ancora il segretario cittadino.

Il comunicato si conclude con l’annuncio di ulteriori iniziative a sostegno dell’ospedale e del personale sanitario: «In questa battaglia il Partito Democratico è, e sarà sempre, in prima linea. Siamo accanto non solo ai cittadini di Leonforte e a tutti quelli dei comuni che ricadono nel nostro distretto ospedaliero, per difenderne il diritto inalienabile alla salute, ma anche a tutto il personale sanitario che, tra carenze e turni massacranti, continua a lottare ogni giorno in corsia per tenere in piedi la struttura. Non accetteremo una dismissione silenziosa e manifesteremo il nostro dissenso in ogni modo, mobilitando tutte le risorse possibili a difesa delle nostre comunità».