Ancipa, il Movimento per la Difesa dei Territori segnala nuovi prelievi anomali

Il Movimento per la Difesa dei Territori, presieduto dall’ingegnere Fabio Bruno, torna sulla situazione dell’invaso Ancipa con un’integrazione all’istanza di accesso civico generalizzato presentata lo scorso 17 agosto, accompagnata da un sollecito formale e da una segnalazione urgente relativa a quelli che l’associazione definisce «nuovi prelievi anomali presso l’invaso Ancipa». La comunicazione è stata indirizzata, tra gli altri, all’Autorità di Bacino, al Dipartimento regionale della Protezione Civile, alla Cabina di Regia per l’emergenza idrica, a Enel Green Power, Siciliacque, ATI Enna e ai sindaci dei Comuni dipendenti dall’Ancipa.
Il Movimento richiama innanzitutto il provvedimento dell’Autorità di Bacino relativo all’«Assegnazione acque per uso irriguo dall’invaso Ancipa», che, si legge nella nota, «reca un’autorizzazione fissa e massima di quattro milioni di metri cubi (MMC) destinati all’irrigazione di soccorso dei Consorzi di Bonifica di Enna e della Sicilia Orientale».
Secondo le elaborazioni effettuate dall’associazione, «attraverso l’analisi spettrale NDWI e il calcolo idraulico computato da questo Movimento – che scorpora rigorosamente il consumo idropotabile massimo atteso per il periodo (pari a circa 75.000 metri cubi al giorno) – la quota di risorsa straordinaria effettivamente erosa dal comparto irriguo nel corso del mese di agosto si attesta ad oggi a oltre 3,4 milioni di metri cubi».
Per il Movimento, dunque, «il tetto massimo stabilito dal decreto Prot. n. 21823 è, pertanto, in via di totale esaurimento, residuando una disponibilità autorizzata inferiore a 600.000 metri cubi».
Nella comunicazione viene quindi segnalato «con estrema urgenza» un nuovo incremento dei prelievi: «A partire dalle ore 06:00 di ieri, lunedì 31 agosto, e fino alle ore 18:00 di oggi, martedì 1 settembre 2026, i sistemi di tracciamento civico hanno registrato una nuova, massiccia e ingiustificata apertura delle paratie dell’invaso. In un lasso di tempo di appena 36 ore, sono stati sversati complessivamente 577.000 metri cubi d’acqua, a fronte di un consumo ordinario atteso per il medesimo intervallo temporale di soli 110.000 metri cubi. Si è dunque assistito a un prelievo straordinario più che quintuplicato».
Il Movimento sostiene inoltre che, «al ritmo di svaso eccezionale registrato nelle ultime 36 ore, la soglia massima dei 4 milioni di metri cubi prescritta dal decreto verrà interamente superata ed erosa entro le prossime 36 ore».
Al centro della nota anche la questione della pubblicazione dei dati. L’associazione reitera «la ferma protesta per il mancato ripristino del monitoraggio giornaliero pubblico dei livelli idrometrici sul portale dell’Autorità di Bacino (fermo al 27 febbraio scorso)». Secondo il Movimento, «la giustificazione di un presunto “regime di ordinarietà” contrasta apertamente con la gestione straordinaria e accelerata dei volumi in corso e con il vigente Stato di Emergenza Nazionale per la crisi idrica in Sicilia».
La comunicazione contiene anche una valutazione sulla durata della risorsa: «Allo stato attuale (1 settembre 2026 ore 18:00), l’invaso dell’Ancipa contiene un volume totale stimato di circa 14 milioni di metri cubi (MMC) d’acqua. Di questi, 2 MMC costituiscono il cosiddetto “volume morto” (fondame limaccioso non prelevabile per scopi idropotabili), riducendo la riserva effettiva a un volume utile netto di soli 12 MMC».
Il Movimento aggiunge che, «considerando che nei prossimi mesi autunnali e invernali il consumo ordinario del comprensorio si attesterà attorno a 1,5 MMC al mese, la riserva utile attuale garantisce un’autonomia teorica di appena 8 mesi». Una situazione che, secondo l’associazione, «espone il territorio a un rischio di crisi idrica senza precedenti qualora la stagione autunno-invernale dovesse rivelarsi arida o priva di precipitazioni regolari».
Da qui le richieste rivolte alle amministrazioni e agli enti competenti. Il Movimento chiede «di disporre l’immediata e tassativa chiusura delle paratie destinate ai rilasci irrigui straordinari non appena il contatore dei prelievi computati dal 6 agosto ad oggi avrà raggiunto il limite invalicabile di 4 milioni di metri cubi stabilito dal Prot. n. 21823».
Qualora si intendesse proseguire oltre quella soglia, viene richiesta «l’ostensione immediata di eventuali nuovi decreti o deliberazioni dell’Osservatorio distrettuale che giustifichino legalmente tale estensione». Viene inoltre sollecitato «un riscontro puntuale e scritto ai quesiti già formulati nella precedente istanza, con particolare riferimento alle motivazioni amministrative che impediscono la trasparenza quotidiana dei dati idrici a uso idropotabile».
La nota si conclude con l’annuncio di possibili ulteriori iniziative: «In mancanza di un blocco immediato dei flussi al raggiungimento del tetto di legge, lo scrivente Movimento avviserà le autorità giudiziarie competenti, al fine di tutelare il patrimonio idrico del territorio e il “diritto all’acqua” dei cittadini».
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