C’è un’ironia amara nel nome di “Via della Rinascita”, un cantiere continuo che la rende ogni volta più deturpata e pericolosa. Basta un giro in moto per rendersene conto: l’asfalto, rattoppato più volte – mai a regola d’arte -, si presenta come un mosaico di cicatrici, dossi e avvallamenti che mettono a dura prova gli ammortizzatori, i nervi e la sicurezza di chi la percorre ogni giorno.
La storia è quella di tanti, forse troppi, cantieri per la manutenzione dei sottoservizi. Ogni volta che una ditta chiude i lavori, la strada resta lì, segnata da tagli irregolari e ricuciture approssimative molto pericolose, soprattutto per chi la percorre su due ruote. La carreggiata che ormai non è più regolare diventa una insidia che oltre a rovinare i mezzi può procurare anche incidenti.
I fatti li conoscono bene i residenti, che ci hanno invitato a fare un sopralluogo: “Fino a poco tempo fa questa era una delle poche strade in ordine in città – racconta un abitante della zona – l’avevano asfaltata tutta bene, restituendo dignità a questo quartiere, poi sono cominciati una serie di lavori e in pochi mesi l’hanno ridotta peggio di come era prima”.
Un altro cittadino allarga le braccia: “Il problema non sono i lavori, quelli servono e nessuno lo mette in dubbio. Il problema è come vengono lasciate le cose dopo. Nessuno controlla, nessuno obbliga le imprese a ripristinare i luoghi come si deve, dovrebbero migliorare le strade e invece guardate come le lasciano”.

Le dichiarazioni sono incontrovertibili, basta un colpo d’occhio per capire che qualcosa non va e che atteggiamenti di questo tipo non dovrebbero essere tollerati.
Nessuno chiede l’impossibile, e non ci vogliono soldi per questo, si chiede solo che i lavori vengano controllati e che chi apre un cantiere lo richiuda restituendo la strada nelle condizioni in cui l’ha trovata. Una cosa che dovrebbe essere la normalità e che invece sembra diventare un’utopia.
La questione, in questi giorni, si fa ancora più sentita. Infatti agosto è il mese delle celebrazioni per la festa della Madonna di Valverde e nella zona, già molto trafficata in quanto uno dei principali sbocchi verso Enna Bassa, arriva una intensificazione ulteriore del traffico con auto e moto costrette a rallentare e a subire le insidie dell’asfalto.
Nessuno nega la necessità degli interventi sui sottoservizi. Ma è possibile che non si riesca a lavorare in modo migliorativo, o quantomeno a lasciare le cose come si erano trovate?
Due parole bisogna spenderle anche per il parapetto che dalla strada insiste sulle pendici che non viene manutenuto da chissà quanti anni: pericolante e pericoloso, arrugginito, in molti punti mancante; non meriterebbe forse un minimo di manutenzione? Solo pochi mesi fa un tratto era ceduto, ed è stato riparato alla meno peggio.
La situazione è sotto gli occhi di tutti. La città necessita di manutenzione, via Della Rinascita è una delle tante. Perché una strada che si chiama Rinascita meriterebbe, come minimo, di non morire un pezzo alla volta ad ogni cantiere.
Fabio Marino






