Enna, successo di partecipazione per “La mente tra le nuvole”: al centro trauma e psicoterapia

L’auditorium Vittorio Guidano pieno per l’edizione 2026 di “La mente tra le nuvole”, il congresso scientifico annuale della Scuola Aleteia di Enna diretto dal professor Tullio Scrimali. Quest’anno il tema era il trauma e la psicotraumatologia, e per la prima volta la partecipazione ha superato la capienza della sala.
Al centro dei lavori c’era il disturbo post-traumatico da stress. Riguarda guerre e migrazioni, ma anche esperienze più vicine alla vita quotidiana, come le violenze domestiche, gli stupri e gli incidenti stradali.
“Quante persone, dopo un incidente, vengono curate per le fratture ma non per le ferite psicologiche, perché nessuno le diagnostica – ha detto Scrimali –. Ci occupiamo dei migranti da oltre quindici anni, anche all’hotspot di Pozzallo. Abbiamo curato ragazzi che hanno attraversato il deserto, subito torture nelle prigioni libiche e rischiato la vita in mare. Oggi abbiamo una guerra alle porte di casa, e nei prossimi anni vogliamo concentrare il nostro lavoro sulle popolazioni civili colpite”.
Durante l’evento sono stati presentati due protocolli scientifici: Archiloco e Xenia.
Il momento più intenso è stato il collegamento con Valentyna Parobii, presidente della Società ucraina di terapia cognitivo-comportamentale. Ha raccontato come lavorano i terapeuti in un Paese dove i bombardamenti colpiscono ogni giorno le grandi città e i centri minori. Dal convegno è nato un programma di collaborazione per portare in Ucraina i protocolli sviluppati da Aleteia. Scrimali e la scuola più alta d’Europa si sono offerti anche di ospitare a Enna alcuni colleghi ucraini, per formarli e offrire loro settimane di studio e di riposo.
Relatori della giornata Sibilla Giangreco, coordinatrice scientifica del convegno; Antonella Ballacchino, medico e psicoterapeuta; Ambra Rinaldi; Giusi Morabito; Nicoletta e Dario Lanza. Ai lavori ha partecipato l’assessora alla Pubblica istruzione e all’Alta formazione, Marinella Adamo. Ha portato i saluti dell’amministrazione Crisafulli e ha offerto la disponibilità del Comune a collaborare, anche mettendo a disposizione spazi più ampi per le prossime iniziative.
“Questa scuola ha un respiro internazionale e dà visibilità al territorio – ha detto –. Il trauma non colpisce solo chi lo vive in prima persona, ma anche chi soccorre”.
Adamo ha ricordato l’esperienza del marito, sommozzatore impegnato nel recupero delle vittime del naufragio del 2013, e quanto quel lavoro abbia pesato su tutta la famiglia: “Il vostro lavoro non è solo meritorio, è necessario. Avere qui professionalità così qualificate è una ricaduta positiva anche per i nostri ragazzi, che sempre più spesso vivono un malessere legato all’incertezza del futuro”.
Scrimali ha ribadito il legame di Aleteia con Enna, dove la scuola opera dagli anni Novanta, prima di ogni altra realtà universitaria strutturata: “Vogliamo trattenere i giovani, e per farlo servono conoscenza, cultura e opportunità di lavoro. Siamo pronti a collaborare con l’amministrazione perché Enna diventi una vera città universitaria, integrata nel tessuto urbano”.
Gli operatori presenti potranno approfondire questi temi nei percorsi di specializzazione della Scuola Aleteia e fare pratica al Centro clinico Aleteia.




