L’I.C. “F.P. Neglia-N. Savarese” di Enna ha celebrato la Giornata Mondiale dell’Acqua 2026.
Questa ricorrenza fu istituita dall’ONU nel 1992 per sensibilizzare all’uso consapevole della risorsa idrica, dato che l’acqua è un bene esauribile e che fenomeni insostenibili di estrazione e sfruttamento possono comprometterne irrimediabilmente la quantità disponibile.
Il progetto annuale della scuola ennese sulla risorsa idrica, dal titolo “Acqua: risorsa da conoscere, rispettare e tutelare”, condiviso dai docenti, mira a contribuire a rendere gli scolari coscienti dell’importanza di ridurre lo spreco d’acqua e ad orientarli verso l’assunzione di comportamenti virtuosi. Le attività hanno coinvolto sia le classi quarte del plesso “Neglia” della scuola primaria, sia le classi seconde della scuola secondaria di primo grado, guidate dai rispettivi docenti.
Il tema della celebrazione mondiale di quest’anno è “Acqua e parità di genere”, per sottolineare come in molti Paesi la raccolta e il trasporto dell’acqua vengano svolti dalle donne e come ciò diventi un ostacolo alla loro istruzione, formazione e partecipazione alle varie attività civili, sociali e politiche.
Alla celebrazione a scuola, a cui hanno partecipato circa 200 allievi, sono intervenuti: il dirigente scolastico Maria Filippa Amaradio, che, oltre a porgere i saluti istituzionali, ha espresso la necessità di un impegno comune per trasformare la scuola in una vera comunità educante, dove l’efficienza organizzativa sia al servizio del benessere di alunni e personale; l’assessore Giuseppe La Porta, alla Pubblica Istruzione del Comune di Enna, che ha sottolineato come, anche nell’ambito della scuola, occorra gestire al meglio la risorsa idrica, per esempio evitando di lasciare i rubinetti aperti; la prof.ssa Rosa Termine, docente referente del progetto, che ha puntualizzato come l’emancipazione delle donne non sia solo un dovere morale, ma anche un opportuno e indispensabile passo verso una giustizia sociale e una sostenibilità ambientale sempre maggiori; la dott.ssa Federica Patrinicola, dell’organizzazione umanitaria internazionale “Azione Contro la Fame”, che ha raccontato la storia di Habiba, che vive in Kenya, dove oltre 5 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Habiba, madre di tre figli a rischio di grave malnutrizione, doveva camminare per chilometri ogni giorno per raccogliere acqua contaminata da un abbeveratoio per il bestiame. Il progetto Smart Water Tap, con l’installazione di un distributore automatico di acqua potabile, ha migliorato l’accesso ad acqua sicura non solo per Habiba, ma anche per altre 330 famiglie; il missionario comboniano fratel Claudio Parotti, da decenni impegnato a difendere le popolazioni più fragili, che ha raccontato le sue esperienze in Colombia accanto alle popolazioni indigene, che, per esempio, devono fare i conti con l’inquinamento dei fiumi a seguito del danneggiamento dell’oleodotto da parte di gruppi armati. Oggi opera a Palermo, in uno dei quartieri popolari che vive relazioni intricate e ghettizzate e dove c’è un elevato deficit culturale di cittadinanza.
Subito dopo sono stati protagonisti gli alunni, che hanno condiviso riflessioni sull’acqua e raccontato le esperienze pratiche sulla risorsa idrica svolte a scuola; hanno anche trattato l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari”, e l’Obiettivo 5, “Parità di genere”.
Ad accogliere gli ospiti anche i docenti Cerami Helga, Di Dio Maria, Faraci Caterina, Ferreri Rosalba, Incarbona Mariella, Nogara Maria, Scarlata Rossella, Varelli Daniela, Viola Tiziana della scuola primaria e Di Maggio Paola, Di Simone Barbara, L’Episcopo Angela, Mancuso Luca, Minardi Francesca, Roccaforte Sabrina, Sanfilippo Silvana, Vigneri Salvatore della scuola secondaria, che, assieme agli alunni, hanno animato la conversazione con diverse domande.
Infine, agli allievi sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al progetto.




