Enna. Lavori Castello di Lombardia, SiciliAntica: “La soluzione non è delle più felici”

A seguito dei lavori che il genio Civile di Enna sta realizzando sull’anello stradale adiacente al costone occidentale del castello di Lombardia, SiciliAntica di Enna esprime alcune brevi considerazioni.
“Esse sono dettate – fa sapere SiciliAntica attraverso il suo presidente Sandro Amata – dalla ventennale esperienza nel campo della tutela, protezione e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico-monumentale che hanno visto SiciliAntica sempre in prima linea condurre con coerenza, correttezza ed equilibrio innumerevoli azioni per la difesa di tale patrimonio. Come nel 2015, quando ci siamo assunti la responsabilità di denunciare un cantiere abusivo, cioè privo di autorizzazioni scritte, che aveva iniziato lavori di consolidamento del costone roccioso del castello sbancando in modo violento la base rocciosa del costone stesso. I lavori poi prevedevano la messa in sicurezza attraverso l’adozione di chiodature tiranti e reti proprio sotto la cinta muraria del castello, dove si ricorda alcune pietre erano cadute a causa della crescita di alcuni alberelli. Alla fine riuscimmo a sventare quella che sarebbe stata una ferita mortale per il decoro e la tutela dell’importante monumento. In quell’occasione, durante le decine di sopralluoghi a cui eravamo stati invitati, abbiamo fatto presente alle amministrazioni coinvolte che bisognava svolgere lavori di manutenzione ordinaria del costone roccioso, come prima azione di difesa, cioè procedere al taglio di tutti gli alberi, che crescendo provocano dissesti, fratture e rotture nella roccia, e dell’erba che prospera periodicamente sia sul costone che sulle mura della fortificazione”.
“A distanza di cinque anni – prosegue SiciliAntica – sono ripresi i lavori di messa in sicurezza della solita zona grazie alla nuova direzione del Genio Civile, a cui riconosciamo una sensibilità che prima era del tutto assente. La direzione ha pensato che pur di evitare l’intervento invasivo (tiranti e reti), andava creata una zona di rispetto e sicurezza sotto le mura del castello, idea giusta e corretta. A nostro parere la soluzione comunque non è delle più felici, in quanto ancora una volta si crea un impatto abbastanza invasivo, come quando nel 2015 per occultare lo sbancamento roccioso venne costruito quel muretto di dubbio gusto e completamente estraneo al contesto”.
“Apprendiamo che i lavori sono reversibili in attesa dei finanziamenti per condurre un restauro ambientale rispettoso del monumento, e la cosa certamente ci rassicura. Non ci rassicura invece per nulla – prosegue Amata – la crescita degli alberi di diversa varietà che continuano a svilupparsi sotto la cinta muraria del castello ed anche nella zona interessata, il mancato taglio delle erbe infestanti, che magari rendono scenografica la vista delle fortificazioni ma che erodono in modo distruttivo le stesse. È solo una questione di volontà e sensibilità, verso un corretto approccio di difesa e tutela delle strutture del castello e del costone roccioso su cui poggia, prevedere l’effettuazione di una manutenzione ordinaria che farebbe risparmiare, se fatta con continuità, interventi successivi molto più onerosi”.
“La nostra idea sull’intervento odierno – conclude SiciliAntica – è quella che sarebbe bastato, in questa fase ed in attesa del progetto di restauro definitivo, mettere dei paletti, in ferro o in ghisa, con catene, posti alla distanza dovuta in modo da lasciare integra la visuale del monumento e della sua scarpa”.





