Enna: la testimonianza di fede di Lisa Rosemarie Ray durante la Settimana Santa

Lisa Rosemarie Ray
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Accolta con rispetto e calore, l’americana Lisa Rosemarie Ray ha trascorso a Enna i giorni più intensi della Settimana Santa, dal Giovedì Santo alla Domenica di Pasqua, accompagnata dalla guida turistica Marta Cannizzo. La sua presenza non è passata inosservata: numerosi cittadini hanno immortalato con una foto il passaggio di un’ospite che ha preso parte con intensa partecipazione e sincero raccoglimento ai riti più sentiti della tradizione ennese.

Nel corso della sua permanenza, Rosemarie ha partecipato ai momenti più significativi della Settimana Santa di Enna: dalla visita ai sepolcri alle processioni del Venerdì Santo, fino alla “Paci” nel giorno di Pasqua. Ma più ancora della sua presenza, a colpire è stato il modo in cui ha vissuto queste giornate: con una devozione profonda, autentica e spontanea. Non da semplice spettatrice, ma da pellegrina, immersa pienamente nel significato religioso di ogni gesto, di ogni preghiera, di ogni simbolo.

A testimoniarlo sono stati anche diversi membri delle confraternite, rimasti colpiti dal raccoglimento con cui l’ospite ha seguito le celebrazioni, soffermandosi a lungo in preghiera nei vari momenti.

Del resto, è lei stessa a spiegare con parole forti e piene di spiritualità il motivo del suo ritorno a Enna, dopo essere stata presente lo scorso anno durante la Domenica delle Palme. Alla domanda sul perché abbia voluto tornare a vivere qui la Settimana Santa, ha risposto: “La magnificenza e la solennità delle tradizioni di Enna, che glorificano la Beata Vergine Maria e Nostro Signore Gesù Cristo, sono un dono davvero speciale e sono profondamente grata di esserne testimone e di poterne godere. La maestria artigianale delle bellissime statue, la moltitudine di chiese cattoliche profondamente devote e le loro confraternite, ognuna con il proprio ruolo unico e la propria dedizione, il coro di voci angeliche, di una bellezza struggente, la banda musicale che interpreta in modo magistrale l’atmosfera e le emozioni, gli adorabili bambini vestiti da angioletti, santi e membri delle confraternite, la gentilezza delle forze dell’ordine e dei rappresentanti militari. Tutti questi elementi di impeccabile rappresentazione della nostra fede cattolica sono superati solo dall’ospitalità amorevole e dalla gentilezza degli abitanti di Enna. Sono venuta qui a celebrare la Settimana Santa con voi perché mi avete fatto sentire la benvenuta e mi avete permesso di immergermi nella vostra spettacolare e autentica adorazione siciliana di Dio. Sono una pellegrina. Sono una pellegrina che ha viaggiato per il mondo fino ai luoghi più sacri per stare vicino a Dio, e quando sono a Enna so che Lui… e Lei sono qui.”

Parole che restituiscono con chiarezza il senso della sua presenza in città: un ritorno non legato alla curiosità o all’evento in sé, ma a un’esperienza spirituale vissuta in profondità, in un legame diretto con la fede e con la dimensione sacra che la Settimana Santa ennese sa esprimere.

Alla domanda su dove sia nata una fede così profonda, Rosemarie ha raccontato: “Dio ha il Suo modo di attirare la tua attenzione quando arriva il tuo momento di ‘incontrare Gesù’. Come per molti cattolici, la mia fede è cresciuta e si è evoluta come aprire un libro e iniziare a leggere il primo capitolo… il secondo… e prima che te ne accorga sei completamente immersa nella storia e nel suo bellissimo finale. Il mio momento di incontro con Gesù è stato quando mi è stato diagnosticato un cancro al seno e mi è stato detto che dovevo lottare per la mia vita, anche se io volevo solo arrendermi e morire. Sono passati 8 anni da quando sono guarita dal cancro… e che dono e che benedizione è stato quel cancro per me, perché mi ha avvicinata a Dio.”
È una testimonianza che aiuta a comprendere meglio anche il suo atteggiamento durante le celebrazioni: ciò che qualcuno avrebbe potuto leggere superficialmente come enfasi o trasporto esteriore appare invece, alla luce delle sue parole, come l’espressione genuina di una fede vissuta fino in fondo. Una fede che non ha nulla di costruito, ma che nasce da un percorso personale profondo, segnato dal dolore e trasformato in gratitudine.

Non meno significativo è il suo giudizio sull’accoglienza ricevuta in città: “Devo assolutamente ringraziare la mia amica e guida turistica Marta e i proprietari del Bed and Breakfast P&G, che sono stati i miei primi punti di contatto con la comunità di Enna. La splendida struttura, in un’ottima posizione, mi ha fatto sentire come a casa, con cappuccini e dolcetti del panificio a portata di mano ogni mattina: ti viziano. E Marta… Marta è una persona carismatica e piena di energia che conosce tutti! Mi ha aiutato tantissimo a socializzare con la comunità di Enna. Sempre al mio fianco, è la migliore interprete e mi ha permesso di integrarmi appieno. Grazie a lei ho potuto interagire con gli abitanti di Enna, sempre accoglienti e generosi. La gentilezza… tutti sono così gentili, tutti così premurosi, il cibo è fantastico (grazie al Caffe Roma per i deliziosi omaggi, erano davvero squisiti!). I ragazzi, mamma mia, sono i migliori! I miei ringraziamenti agli abitanti di Enna per la loro ospitalità e il loro calore. Mi hanno sempre salutato con sorrisi e cenni della mano… e ogni tanto mi scattavano anche una foto. Non vedo l’ora di tornare.”

Qualcuno avrebbe interpretato come atteggiamenti teatrali il modo in cui Rosemarie vive la propria fede, che alla luce della sua testimonianza personale appare invece autentica e profondamente radicata.

Va inoltre sottolineato che, oltre alla dimensione spirituale, con la sua presenza e con le sue parole Rosemarie ha contribuito a far conoscere la Settimana Santa ennese ben oltre i confini locali, offrendo un’immagine intensa e profondamente religiosa della città.

In definitiva, il passaggio di Lisa Rosemarie Ray a Enna lascia il segno soprattutto per questo: per aver mostrato una fede vissuta in modo autentico e spontaneo, senza filtri, con la semplicità di chi si sente davvero pellegrina. E forse è proprio questo l’aspetto più prezioso emerso in questi giorni: la capacità di riconoscere, dentro i riti antichi e solenni della tradizione ennese, non solo la bellezza di un patrimonio culturale, ma la forza viva di una devozione che continua a parlare alla dimensione più profonda di ognuno di noi.

Filippo Occhino

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