Enna, La Ganga interviene sulle parole di Crisafulli: «Oggi De Luca, ieri Venezia. Chi sarà il prossimo?»

Le dichiarazioni di Mirello Crisafulli, già senatore e oggi sindaco di Enna, alla Festa dell’Unità provinciale del PD, conclusasi domenica scorsa a Villarosa, hanno aperto un tema politico sul quale interviene Aldo G. La Ganga, per Europa Verde – Alleanza Verdi Sinistra – Enna.
Crisafulli ha detto: «Bisogna avere il coraggio di andare oltre il centrosinistra storico, e questo significa che Cateno De Luca deve essere candidato a presidente della Regione Siciliana. Così si rompe lo schieramento opposto, non facendo finta di volerlo. Se non si vuole fare con una scelta coraggiosa, allora si facciano le primarie. Perché De Luca? Perché è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra. E se spostiamo voti che non sono del centrosinistra, ci mettiamo nelle condizioni di vincere».
«Parole chiare, che però sollevano qualche domanda», afferma La Ganga. «La prima riguarda proprio Cateno De Luca. La sua storia politica è nota e il suo percorso ha attraversato posizioni e schieramenti diversi, riuscendo a intercettare e rimescolare, nel tempo, sensibilità di destra, sentimenti anti-sistema e populisti, conditi con una forte capacità di comunicazione politica».
Secondo La Ganga, tuttavia, «il punto, per noi, non è soltanto De Luca. Il punto è il metodo. Appena tre mesi fa, infatti, Crisafulli aveva indicato Fabio Venezia come candidato alla presidenza della Regione Siciliana. Oggi quella scelta sembra già appartenere al passato e il nuovo nome da sostenere è Cateno De Luca, considerato più forte perché, nelle parole di Crisafulli, sarebbe in grado di portare al centrosinistra voti che normalmente non gli appartengono».
La Ganga aggiunge: «Tutto legittimo, naturalmente. In politica le strategie cambiano e le alleanze possono evolversi. Ma una domanda viene spontanea: se prima era Venezia e oggi è De Luca, chi sarà il prossimo?. Perché quando un candidato viene prima “incoronato” e poi, nel giro di pochi mesi, sostituito da un altro ritenuto più competitivo, è difficile non interrogarsi sulla logica che sta dietro queste scelte».
Da qui la considerazione di La Ganga: «E allora permetteteci una considerazione, forse anche un po’ provocatoria. Non è che, alla fine di questo continuo gioco di candidature, il prossimo approdo possa essere proprio Mirello Crisafulli?. Perché esiste un vecchio modo di fare politica che conosciamo bene: individuare il candidato del momento, costruire intorno a lui una strategia, spostare gli equilibri e, quando la situazione cambia, cambiare anche il candidato. Un gioco politico vecchio quanto il mio trisavolo».
La Ganga prosegue: «E il rischio è che, dietro il continuo susseguirsi di nomi e alleanze, rimangano sempre le stesse logiche: autoreferenzialità, tattica e vecchia politica. Noi pensiamo che la Sicilia abbia bisogno di altro. Non dell’ennesima partita giocata sui nomi. Non di candidati da incoronare oggi e sostituire domani. Ma di un progetto capace di cambiare davvero il passo della nostra Regione: sul piano economico, sociale, culturale e politico».
In conclusione, La Ganga afferma: «È questa la Sicilia che vogliamo costruire. Una Sicilia nella quale siano le idee, i programmi e la capacità di dare risposte ai cittadini a decidere il futuro, e non i giochi di palazzo o le convenienze del momento. E siamo centinaia di migliaia di siciliani a volerlo».



