Enna, entra nel vivo la festa della Madonna di Valverde

Con la solenne esposizione del simulacro sono entrate ieri nel vivo le celebrazioni dedicate alla Madonna di Valverde, cuore di una devozione ennese lunga quasi due millenni.
Il quartiere “Beddi Virdi” è l’angolo più antico della città, dove ancora è molto forte un senso identitario misto di orgoglio e devozione: il suo nome incarna l’eterna primavera che, come narra la leggenda, inverdiva la vallata che si apre sotto la chiesa di San Pietro e che custodisce il Santuario di Maria SS. di Valverde.
Con la cerimonia di apertura e la solenne esposizione del simulacro della Madonna, traslato dalla Cappella Votiva all’Altare Maggiore, si apre l’ultimo tratto di un cammino liturgico e popolare durato tutto il mese e che nell’ultima settimana si intensifica fino a culminare domenica 30 agosto, con la processione solenne per le strade cittadine.
Quella della Madonna di Valverde non è una festa qualunque, è il ritorno di quella che fu la prima patrona di Enna, venerata come tale fino al 1412, quando il popolo acclamò Maria SS. della Visitazione. Eppure la primogenitura non è mai stata dimenticata, e ancora oggi coinvolge a pieno l’entusiasmo e la fede popolare.
Le radici affondano nella notte dei tempi. La tradizione ennese racconta che intorno al I-II secolo dopo Cristo, nelle grotte “doFuddaturi”, dove si affollavano le popolazioni indigene per conciare le pelli e cardare la lana, giunse a predicare il Vangelo San Pancrazio, discepolo di San Pietro.
In quegli anni una tremenda siccità aveva spinto i sacerdoti pagani della dea Cerere a chiedere sacrifici umani: alcune fanciulle vestite di bianco stavano per essere immolate su un altare. Fu allora, narra la leggenda, che Pancrazio fermò la mano del gran sacerdote e invitò il popolo a pregare la Vergine Santa. In quell’istante cominciò a piovere, il popolo si convertì e la statua di Cerere venne arsa in una località che gli ennesi chiamano ancora oggi “Cirasa”, cioè Cerere Arsa. Sul luogo del prodigio sorse il primo tempio cristiano di Enna e la vallata, ricoperta di tenera erba, prese appunto il nome di Valverde.
Da quella vicenda nasce anche la commovente tradizione delle “Verginelle”, che viene ancora onorata il sabato prima della festa con la tradizionale “Messa delle Verginelle”: le famiglie ennesi, ormai in verità sempre meno, accolgono in casa delle fanciulle, che portano alla Madonna il candore delle loro preghiere anziché il sangue chiesto dagli antichi riti pagani.
Il programma che accompagnerà la comunità in questa ultima settimana vedrà un intenso calendario liturgico. Recite del Rosario quotidiane, preghiere e celebrazioni tematiche: lunedì 24 la Messa delle ore 20,00 per il Volontariato e la Sofferenza; martedì celebrazione eucaristica per le Famiglie; mercoledì 26 messa per i Benefattori e i Procuratori, “Messa in Moto” con, al termine della messa, benedizione delle moto e dei motociclisti; giovedì 27 verrà ricordato l’anniversario della Dedicazione della Chiesa e dell’Altare; venerdì 28 sarà la giornata dei Giovani Confrati e dei giovani ennesi con la messa a loro dedicata; sabato 29 sarà caratterizzato dalla tradizionale messa delle “Verginelle” alle ore 10.
Il cuore di tutto sarà domenica 30 agosto, giorno della festa. Dalle prime messe dell’alba fino alla solenne celebrazione delle 10:00, per arrivare al momento più atteso: alle 18:30, dal Santuario, si snoderà la tradizionale processione del simulacro sulla “Nave d’Oro”, preceduta dalle insegne delle confraternite cittadine e accompagnata dai simulacri di San Michele Arcangelo, San Giuseppe e dello Spirito Santo, fino al Duomo dove sarà celebrata la Santa Messa.
Accanto alla liturgia non mancherà il programma ricreativo, aperto proprio ieri sera in Piazza Valverde con il “Jam Show”: venerdì 28, in occasione della giornata dedicata ai giovani, appuntamento con un dj set; sabato 29 ancora uno spettacolo musicale con “Spinrockets” e il gran finale il 30 agosto con il concerto dei “Lautari”.
Per un mese intero, insomma, il quartiere di Valverde brulica di vita e fede cristiana. Come accade da quasi duemila anni.
Fabio Marino



