Enna. Chieste le dimissioni di Gargaglione: “Dia segno di non essere attaccato alle poltrone”

Paolo Gargaglione

Si accende lo scontro nel consiglio comunale ennese in merito alle recenti vicende che hanno visto la ricomposizione della maggioranza consiliare ad eccezione dei consiglieri Gargaglione e Macaluso.

“In coerenza con la legittima scelta di abbandonare la maggioranza – comunicano attraverso una nota stampa i consiglieri di maggioranza – ci saremmo aspettati le dimissioni da presidente del consiglio da parte del collega Gargaglione, che poco più di un anno addietro, superando peraltro una qualche esitazione iniziale, fu eletto alla carica proprio in virtù di un accordo politico raggiunto tra le varie liste collegate al Sindaco Dipietro e grazie ai voti dei 17 consiglieri facenti parte della coalizione a sostegno dell’amministrazione”.

“Nondimeno – prosegue la maggioranza – apprendiamo dalla stampa che il Consigliere Gargaglione intenderebbe sconfessare quell’accordo politico e quell’elezione, ritenendo di ricoprire la carica per ‘volontà popolare’. Davvero non comprendiamo come il Presidente del Consiglio Comunale possa affermare di esser stato eletto direttamente dai cittadini. Né come possa ritenere la richiesta di sue dimissioni alla stregua di ‘una vendetta’, di un ‘tradimento degli elettori’, di un atto di ‘arroganza nei confronti di una forza politica che è sempre stata leale e corretta’. Di quale forza politica parlano i consiglieri Macaluso e Gargaglione? Chi sarebbero i traditori ed i traditi? L’unico tradimento che constatiamo è quello di chi è stato eletto per sostenere una maggioranza e poi decide di abbandonarla”.

“Caro Presidente – prosegue la nota stampa dei consiglieri di maggioranza – su una cosa siamo d’accordo: la presidenza del consiglio non appartiene al Sindaco. Appartiene, infatti, ai consiglieri comunali. Non sia scortese, ci tolga dall’imbarazzo di dover invocare l’attuazione di norme statutarie e di doverle ricordare ad ogni futura seduta che lei non gode più, per una sua libera e legittima determinazione, della fiducia della maggioranza del consiglio comunale. La preghiamo di darci segno che lei non è uomo politico attaccato alle poltrone. La invitiamo ad alzarsi da quello scranno, Sig. Presidente, ringraziandola, e questo senza alcuna ironia – concludono – per il lavoro fin qui svolto”.