Enna Calcio senza stadio, Travagin: «Danni economici e sportivi. Pronti ad andare in Procura»

Il presidente dell’Enna Calcio, Giancarlo Travagin, interviene sulla mancata consegna dello stadio “Generale Gaeta” e denuncia le conseguenze economiche e sportive che la società starebbe subendo.
In un comunicato il presidente annuncia anche la possibilità di rivolgersi alla Procura della Repubblica qualora la situazione non dovesse cambiare: «L’Enna Calcio S.C.S.D. non può più tacere. La misura è colma, e questo comunicato nasce dalla necessità di dire con chiarezza, dati alla mano, ciò che la Società sta subendo a causa dell’inadempienza dell’Amministrazione Comunale sullo stadio “Generale Gaeta”, e di annunciare che, se le cose non cambieranno immediatamente, la vicenda non resterà confinata alle pagine sportive ma finirà sui tavoli della magistratura», dichiara Travagin.
Il presidente richiama quindi i dati relativi ai lavori dello stadio e alle scadenze previste: «I numeri parlano da soli, e sono scritti nero su bianco sul cartello di cantiere affisso davanti allo stadio. I lavori di ristrutturazione, messa in sicurezza e ammodernamento del “Generale Gaeta” sono finanziati dalla Regione Siciliana con 600.000 euro, di cui 461.738,80 euro di lavori a base d’asta. Il contratto d’appalto porta la data del 27 marzo 2026, la consegna dei lavori è avvenuta il 1° aprile 2026, e la durata prevista è di 150 giorni. Chiunque sappia fare un calcolo capisce che i lavori sarebbero dovuti terminare entro la fine di agosto, come del resto certifica lo stesso cartello di cantiere, che indica il 29 agosto 2026 come data di ultimazione prevista: cioè prima dell’inizio del campionato di Serie D. Oggi è l’8 settembre, il campionato è già iniziato, e lo stadio è ancora chiuso. Non stiamo parlando di un contrattempo o di un piccolo slittamento tecnico: stiamo parlando di un impegno pubblico, scritto e finanziato con soldi della Regione Siciliana, tradito nei fatti».
Travagin passa poi alle ricadute economiche che, secondo la società, derivano dalla mancata disponibilità dello stadio: «E le conseguenze le sta pagando solo l’Enna Calcio. Senza uno stadio certo non si può lanciare una campagna abbonamenti: quella dei nostri tifosi, quella su cui contavamo per costruire l’economia della stagione, è oggi di fatto impossibile da avviare, perché nessuno sottoscrive un abbonamento per una squadra che non sa dove giocherà. Per lo stesso motivo è saltata anche la campagna sponsorizzazioni: nessun imprenditore investe su un club che non può nemmeno garantire dove e quando disputerà le proprie gare casalinghe. Nel frattempo, per allenarci, siamo costretti a pagare a prezzo pieno l’impianto di Pergusa, nonostante quello stesso impianto risulti concesso in gestione, come lo stesso Sindaco ha ribadito, così come era già avvenuto sotto la precedente amministrazione con la Società Atletico Enna. E non ci sono alternative sul territorio: gli impianti di Calascibetta e di Barrafranca non possono nemmeno essere presi in considerazione, perché privi di tribune omologate sia per il pubblico ospite che per quello locale».
Il presidente dell’Enna Calcio richiama quindi il rapporto con il sindaco e le garanzie ricevute per il progetto sportivo: «Io, Giancarlo Travagin, sono venuto a Enna perché è stato il Sindaco in persona a volermi su questo territorio, dandomi garanzie precise per costruire qui un progetto sportivo e sociale serio. Quella garanzia, ad oggi, è stata disattesa completamente. Non è un problema mio personale: è un problema di credibilità istituzionale verso chi ha creduto in questa città e ha investito tempo, risorse e reputazione per darle un futuro sportivo».
Travagin annuncia poi che, in assenza di novità, la vicenda potrebbe essere portata all’attenzione della magistratura: «Voglio essere chiaro fino in fondo: se questa situazione dovesse proseguire, non esiterò a denunciare l’intera vicenda alla Procura della Repubblica, mettendo a disposizione della magistratura ogni singolo documento, ogni ritardo, ogni costo che questa Società è stata costretta a sostenere per colpa altrui. Non sarà una minaccia formale, sarà un atto dovuto verso i tifosi, verso i giocatori, verso chi lavora ogni giorno per questo progetto, e verso una città che merita rispetto, non promesse disattese».
Nonostante la situazione, il presidente assicura che la società continuerà a lavorare sul progetto sportivo: «Nonostante tutto questo, non ci tiriamo indietro. Abbiamo individuato un nuovo Direttore Generale e un nuovo Direttore Sportivo, stiamo trattando l’ingresso di calciatori provenienti da categorie superiori, e tutto il mio staff sta lavorando notte e giorno per dare ad Enna quella dignità sportiva che, fino ad oggi, la politica non è stata capace di garantire. Lo faremo noi, con o senza l’aiuto di chi avrebbe dovuto darcelo per primo».



