Dopo la lettera aperta di Giuseppe Maria Amato indirizzata ad Alleanza Verdi Sinistra per chiedere una posizione “inequivocabile” sul futuro dell’autodromo di Pergusa, arriva la risposta firmata da Aldo La Ganga (Europa Verde) e Francesco Longo (Sinistra Italiana).
Nella lettera, AVS ringrazia “per l’opportunità che ci dai per sciogliere non solo i tuoi personali dubbi, ma più in generale quelli di chi risponde ad una coscienza ambientalista e che pensiamo riguardino in realtà la comunità ennese nel suo complesso”.
Quindi la posizione sul lago: “Alleanza Verdi Sinistra nasce immaginando che la questione della giustizia sociale non possa in alcun modo essere sconnessa da quella ambientale e che solo attraverso queste lenti possiamo immaginare futuro e progresso. Ne consegue che per noi non esiste alcun dubbio rispetto alla necessità di immaginare per il lago di Pergusa una prospettiva differente rispetto all’attività motoristica”, con l’obiettivo di “evitare la finale e drammatica devastazione di un patrimonio ambientale” e prendendo atto “dell’uso sostanzialmente marginale della pista e dell’assenza di un’effettiva prospettiva di rilancio per questa”.
Per AVS si tratta di “trarre le conseguenze logiche di una lunga serie di fallimenti e scelte” e di “immaginare una soluzione diversa e concreta che parta evidentemente dalla ripresa degli spazi naturali, dalla loro rivitalizzazione ma anche della loro valorizzazione in direzione di un più continuo e lungimirante modello di sviluppo economico dell’area e del territorio”. Una strada che “non è semplice”, ma che dovrebbe diventare terreno di “una discussione ed un’elaborazione collettiva”, anche “in vista delle prossime elezioni amministrative”.
Nella seconda parte della lettera, AVS collega la questione Pergusa alla costruzione di una coalizione progressista: “Circa un mese fa come Alleanza Verdi Sinistra avevamo provato a dire che la costruzione di un campo largo alternativo non può essere immaginata come una sommatoria tattica”, ma deve contenere “una prospettiva nuova, un profondo rinnovamento nei volti e nelle idee, una rottura con il passato e la capacità di immaginare il futuro”. Su questo, scrivono, “ci tocca ancora prendere atto di troppo silenzio”.
E ancora: “Avremmo voluto portare in un tavolo per una coalizione progressista non solo le nostre idee sull’autodromo, ma anche quelle su come l’università dovrebbe convivere con la città e quelle sulla stessa idea di sviluppo da proporre per una comunità che rischia di trasformarsi in un deserto”. Secondo i firmatari, però, “tutto rimane fermo”, con una discussione “sostanzialmente sequestrata” tra “prospettive nostalgiche e nomi che non consentono in alcun modo di immaginare un futuro diverso per Enna”.
La chiusura è un invito a un confronto pubblico: “Noi pensiamo si debba procedere diversamente e stare sul merito delle cose. Su Pergusa certo, ma anche sul resto e sulle emergenze di questa città”. E l’appello finale: “Sarebbe bello raccogliere energie e metterle a valore e, fuori da un noioso balletto di nomi e di tattiche politiciste, iniziare una discussione aperta sulla città”.




