Enna: appunti di un 2 Luglio tra luci e ombre

Fuochi d'artificio Enna
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Come ogni anno, il 2 Luglio rappresenta la festa per antonomasia degli ennesi. Migliaia di persone si sono riversate lungo le strade della città per rendere omaggio alla patrona, Maria SS. della Visitazione, che dal Duomo è stata portata in spalla dagli Ignudi, come da tradizione, all’Eremo di Montesalvo.

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Cellulari in mano per registrare video o scattare foto da pubblicare sui social o semplicemente inviare ai parenti lontani. La banda, colonna sonora della festa, le immancabili noccioline americane per ingannare le attese della serata, l’arrivo della processione, lo spettacolo pirotecnico e lo spettacolo musicale.

I nostri appunti partono dai fuochi pirotecnici, realizzati quest’anno da una ditta ennese. I giudizi sono stati quasi all’unanimità molto positivi: complimenti a Mattia Arangio e ai suoi collaboratori.

Sullo spettacolo di Piazza Europa, invece, pareri contrastanti. Alla vigilia non era stato accolto in maniera entusiastica, non per la qualità degli artisti, tutti grandi professionisti della televisione, della musica e del teatro, ma piuttosto per la tipologia dello spettacolo, un varietà tra musica e teatro sicuramente poco attrattivo per la festa clou di un capoluogo di provincia. La formula scelta, infatti, molto simile a quella dell’anno scorso, non è stata anche stavolta premiata dagli ennesi. In molti, complice anche il fresco estivo tipico della città, hanno deciso di andare via prima della fine dello spettacolo.

Per quanto riguarda la processione il percorso è, come noto, quello secolare: nella prima parte Via Roma, poi il “viaggio” della Madonna è proseguito lungo la stretta Via Mercato, tra preghiere, canti dei confrati e le marce festanti della banda. È durante la processione che si percepisce l’essenza della devozione degli ennesi, che affidano a Maria SS. della Visitazione le loro preghiere e speranze. Il cronoprogramma è stato rispettato: al tramonto l’arrivo a Montesalvo.

Il simulacro è sembrato quest’anno poco illuminato. Se ne saranno accorti, in particolare, gli appassionati di fotografia. Una penombra in contrasto con i colori della festa e delle luci intorno, quasi una metafora del grigiore dei nostri tempi, ma nonostante tutto la voglia di festeggiare e di emozionarsi comunque.

Ci vengono in mente, in particolare, gli agricoltori del territorio ennese in grande difficoltà a causa della crisi idrica e del settore, proprio quegli stessi agricoltori che per tradizione portano in spalla la patrona della città. Come anche le note vicende giudiziarie che hanno riguardato il clero ennese, l’agonia del Lago di Pergusa, le difficoltà dell’economia locale, la fuga dei giovani e il conseguente spopolamento del territorio.

Problematiche, queste, che per un giorno gli ennesi hanno dimenticato, o fatto finta di dimenticare, per fare festa malgrado tutto con devozione e fede.

Filippo Occhino

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