Emodinamica a Enna, Cardaci: “Altri ritardi e coinvolgeremo in eventuali proteste la collettività”

Dario Cardaci
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Dottore Dario Cardaci, ieri in consiglio comunale ha relazionato sulla sua interrogazione a proposito della realizzazione dell’emodicamica che sta subendo notevoli ritardi. Che idea si è fatto?

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I ritardi sono riassumibili e rintracciabili anche nella relazione che l’Azienda Sanitaria Provinciale ha mandato come risposta al sindaco Dipietro affinché noi potessimo prenderne atto. Sono ritardi – a nostro giudizio – che hanno comportato una spesa accessoria, per colmare gli aumenti che si sono determinati nel frattempo, che risultava oggettivamente una cosa evitabile, se l’iter fosse stato seguito in maniera celere e puntuale. Non dimentichiamo che l’ok della Regione fu dato nel 2018 e nel 2021 fu stabilito il finanziamento di 2,5 milioni circa per la realizzazione dell’opera e quindi dal 2021 ad oggi sono passati ben due anni. È incontrovertibile che, nonostante gli adempimenti e le lungaggini burocratiche, ci è stato un chiaro ritardo da parte dell’Asp.

Al di là del ritardo, l’emodinamica rappresenta – anche guardando alla futura realizzazione del policlinico a Enna – un aspetto estremamente importante…

Questo è indiscutibile! L’emodinamica è innanzitutto un sacrosanto diritto degli ennesi, non è possibile che continuiamo a essere trattati come una popolazione di serie B. Ricordo a me stesso la polemica senza senso di un deputato nisseno (Pagano ndr) il quale sosteneva che l’emodinamica a Enna non si sarebbe dovuta fare perché altrimenti quella nissena avrebbe avuto un decremento di numeri. Ma stiamo scherzando?

L’emodinamica è importante perché salva la vita, al di là dei numeri e degli aspetti economici…

Esatto, salva la vita! Il trasporto da Enna a Caltanissetta a volte è risultato fatale. Quindi c’è una rivendicazione di carattere sociale che noi abbiamo tradotto in termini politici perché è questo che deve fare la politica. Che si debba avviare il servizio guardando al futuro del Policlinico non ci sono dubbi ma soprattutto si deve portare a termine l’opera perché ci sono tutti i presupposti: i locali, i finanziamenti e le risorse umane. La nostra non vuole essere solo una critica forte all’operato, il nostro obiettivo è quello di far realizzare l’opera. Noi siamo all’opposizione, contiamo su numeri sparuti, non abbiamo altra forma se non avanzare la nostra protesta in questa sede. Abbiamo dunque tirato in ballo il sindaco per spingere il management dell’Asp a occuparsi con determinazione della questione.

Questi due anni di ritardo hanno fatto si che i prezzi lievitassero del 20 per cento almeno ed ecco perché l’ASP dovrà sborsare 6/700 mila euro in più. Quando sarebbe bastata rispettare la tabella di marcia e usare questi soldi – anche dei cittadini – per rimpinguare altri servizi, ci sembra di capire.

È quello che ho appena detto! Non è infatti un elemento di nostra fantasia ma un fatto attestato dalla risposta che il commissario straordinario, allora direttore generale, Francesco Iudica, ha inviato al sindaco. In tale risposta si legge infatti che il finanziamento stanziato dalla Regione non basta più e che quindi sono necessari altri 600 mila euro per adeguarsi agli attuali prezzi sul mercato e rendere la gara allettante per le ditte che dovranno partecipare. Questa è la dimostrazione pratica di quello che sosteniamo. La gara già espletata è andata deserta perché i prezzi non erano più congrui. Altra perdita di tempo dunque.

Il suo ruolo finisce con questa interrogazione o da quest’ultima inizia un percorso?

L’interrogazione è un mero punto di partenza! Nessuno pensi che la nostra attenzione – sulla problematica – da questo momento verrà meno, anzi. I fari rimarranno accesi e se dovessero esserci ulteriori ritardi – superati i termini – chiederemo interrogazioni parlamentari a più livelli, per comprendere e attribuire le eventuali responsabilità a chi di dovere. La nostra rappresentanza parlamentare sarà da subito allertata perché – tra l’altro – abbiamo difronte una cronologia che riteniamo poco credibile. Nel documento si legge infatti che la gara sarà deliberata entro maggio per essere conclusa – con l’aggiudicazione dei lavori – entro il mese di agosto e la consegna degli stessi entro dodici mesi dalla stipula contrattuale. Questa cronologia, considerando tutti gli step necessari, ci sembra eccessivamente ottimistica tuttavia ne prendiamo atto ma staremo con gli occhi ben aperti e dopo avere interpellato la deputazione regionale e nazionale coinvolgeremo in eventuali proteste l’intera collettività.

Massimo Castagna e Angela Montalto