Emergenza Covid in Sicilia: i circoli PD a sostegno della richiesta di rimozione dell’Assessore Razza

Riportiamo qui di seguito nota stampa sottoscritta all’unanimità da tutti i circoli territoriali del Partito Democratico siciliano.

“A sostegno della mozione di censura presentata all’Assemblea Regionale Siciliana in data 10 novembre 2020 dai deputati del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Cento Passi, i circoli del Partito Democratico appoggiano la richiesta di immediata rimozione e sostituzione dell’assessore Razza, data l’evidente incapacità, nel corso degli ultimi mesi, in prima istanza di mantenere e salvaguardare le condizioni favorevoli del territorio regionale durante la prima ondata della pandemia da COVID-19 e, successivamente, di fronteggiare il dilagare incontrollato della pandemia nella regione, scaturito proprio dall’assenza di provvedimenti adeguati.

I circoli territoriali, in virtù del rapporto costante con i cittadini, hanno quotidianamente registrato situazioni di difficoltà economiche, sociali e sanitarie vieppiù crescenti e puntualmente segnalate, per le quali non è stato riscontrato alcun provvedimento effettivo da parte del governo regionale, né per la già delicata situazione dei trasporti dell’isola (che l’ultima ordinanza voleva ancora pieni al 100% della loro capienza) né per una pianificazione sanitaria efficace, specie in riferimento al numero di posti nelle terapie intensive, né per la creazione di un adeguato sistema di controllo e tracciamento, o per un efficace piano di vaccinazione antinfluenzale. Si apprende, anzi, con estremo rammarico, della necessità di chiudere reparti ospedalieri fondamentali come quello di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Cervello di Palermo, al fine di creare maggiore spazio per i pazienti affetti da COVID-19, con il conseguente disagio di tante donne e delle loro famiglie, così come la scellerata decisione di chiudere il Punto Nascite di Pantelleria, lo scorso mese di febbraio, proprio in concomitanza con l’inizio dell’emergenza, costringendo le partorienti a spostarsi sulla terra ferma, mettendo a rischio la salute propria e quella del nascituro. Come pure la scellerata trasformazione in Covid Hospital del P.O. di Partinico, che sta creando una grave carenza sanitaria no-Covid in un vasto territorio ad ovest di Palermo che conta circa 150.000 abitanti; il depotenziamento e progressiva chiusura dei reparti del nosocomio della Valle del Belice (Ospedale di Castelvetrano) che sta subendo un destino simile all’Ospedale di Pantelleria, Lipari, Giarre, Barcellona e altri; come anche il fatto che l’intero territorio che comprende Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo, Sant’Alfio, Piedimonte Etneo, che conta oltre 50mila abitanti, sia privo di un presidio ospedaliero efficiente per far fronte alle emergenze del territorio, data la trasformazione dell’ospedale di Acireale in Covid Hospital, rendendo la situazione ancora più drammatica.

Inoltre, si constata il continuo protrarsi del ritardo nell’erogazione degli aiuti finanziari regionali promessi e varati nella legge di stabilità, ritardo che ha costretto e continua a costringere diverse attività locali alla chiusura.

Al fine di sostenere l’economia dei territori e di contrastare, in questo drammatico momento, il fenomeno dell’usura, sia nei confronti delle imprese che delle famiglie, nonché l’appropriazione del tessuto produttivo da parte delle mafie, si invita il governo nazionale a valutare l’introduzione di misure atte a: prorogare i termini delle procedure esecutive derivanti da mutui per finanziamenti concessi dalle banche sia a imprese sia a famiglie; prorogare, in caso di pignoramenti su complessi aziendali operativi e funzionanti, l’immissione in possesso da parte dei custodi giudiziari; reintrodurre la misura, adesso scaduta, della sospensione delle procedure per sentenze dichiarative di fallimento.

Unitamente alle difficoltà comuni a tutto il territorio regionale, i circoli richiamano altresì l’attenzione sul sequestro dei 18 marittimi e dei due pescherecci mazaresi, Antartide e Medinea, avvenuto il 1° settembre 2020, ad opera delle milizie libiche.

Riteniamo quindi la rimozione dell’assessore Razza un atto dovuto nei confronti dei cittadini siciliani e di tutte le famiglie colpite direttamente da questa pandemia, che necessita di essere fronteggiata in modo efficace, e le cui gravi conseguenze si stanno riversando su una condizione socio-economico-sanitaria regionale già allo stremo”.

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