I ragazzi di oggi molto spesso a ventinove anni stanno ancora cercando di capire cosa fare della propria vita, invece Salvatore Palermo la vita l’ha messa nello zaino e la sta portando in giro per il mondo. Viene da Villarosa, un piccolo comune che è abituato a veder partire i propri figli, ma quella di Salvatore non è una partenza per ragioni di lavoro o di vacanze, è una partenza di “scoperta”.
Laureato in biotecnologie mediche, Salvatore lavora come compositore e sound designer: costruisce suoni, atmosfere, colonne sonore. La musica ce l’ha nel sangue da quando era bambino. Tra le sue passioni la natura e gli animali ma più di ogni altra cosa i viaggi.
La sua ultima avventura è cominciata a marzo 2026, quando è partito per il Vietnam con uno scooter e poca altra pianificazione. Niente tour operator, niente itinerari preconfezionati, solo la voglia di percorrere il paese da cima a fondo e di scoprirne la cultura. Il Vietnam on the road deve essere un’esperienza di quelle che ti entrano dentro in modo fisico quasi sensoriale. Paesaggi meravigliosi, città caotiche sospese tra una modernità invadente e una tradizione contadina semplice.
Ad inizio aprile si è spostato in Nepal. Prima a Kathmandu, una città difficile da definire: rumorosa e raccolta allo stesso tempo, piena di templi e di motorini, con una sensazione latente di esistere su un piano diverso dal resto del mondo, spiritualmente più elevato.
Da qui Salvatore ha deciso di affrontare un cammino verso la cima l’Everest. Raggiungendo il punto più alto, che è possibile raggiungere a piedi senza arrampicate tecniche, in un campo base a 5364 metri. Un cammino lungo e fisicamente impegnativo che si inerpica su sentieri d’alta quota attraversando villaggi sherpa, monasteri buddhisti, paesaggi che tolgono il fiato in ogni senso possibile. L’aria si assottiglia, il corpo ne risente e la mente si fa silenziosa. Salvatore lo ha percorso in solitaria, per 14 giorni, con l’aiuto di una guida locale.
Sarebbe semplicistico pensare che si tratta solo di un ragazzo con voglia di avventura. Certo la curiosità di scoprire il mondo è senza dubbio uno dei motori principali che muove ad esperienze di questo tipo. Ma Le motivazioni di Salvatore hanno radici più profonde, assieme alla voglia di scoperta il ragazzo ennese ha intrapreso un percorso di spiritualità. Un itinerario intimo, personale, difficile da imbottigliare in una qualsiasi formula vacanziera, ma che punta al significato più profondo del termine: “viaggiare”.
Qualcosa che lo spinge verso luoghi e culture dove il rapporto con il tempo, con la vita e con il senso delle cose funziona diversamente. L’Asia, in questo, è un continente che non smette mai di stupire. I ritmi sono altri, le priorità sono altre, c’è una certa dimestichezza con il trascendente e con l’idea che esistere non significhi necessariamente produrre, accumulare, ottimizzare.
Per chi viene da un’Europa sempre più frenetica e sempre meno capace di stare ferma, certi incontri: con un monaco buddista, con un paesaggio, con un contadino vietnamita o semplicemente col silenzio interiore, possono determinare cambiamenti indelebili.
Dopo il Nepal è prevista l’India, poi a metà maggio il rientro in Italia, ammesso che i piani non cambino, come può accadere quando si viaggia davvero.
C’è qualcosa di bello e potente nell’immaginare un ragazzo di Villarosa che cammina sull’Everest o che attraversa il Vietnam in motorino.
Di certo, quando tornerà, le storie che avrà da raccontare varranno più di qualsiasi titolo di studio, e i suoni che ha raccolto, così come i silenzi, se vorrà, potrà metterli in musica.
Fabio Marino



