Conclusa la seconda edizione del Villarosa Teatro Festival: cultura, premi e un messaggio per Gaza

Festival Villarosa
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Una serata di festa che si trasforma in momento di riflessione collettiva. È così che si è conclusa sabato 27 luglio la seconda edizione del Villarosa Teatro Festival, quando il palco dell’anfiteatro di Villa Lucrezia si è fatto portavoce di un messaggio di pace che sta attraversando l’Italia.

Il Festival, organizzato dall’associazione di promozione sociale “Cuori Svintuliati” guidata da Pietrina Saija, con la partecipazione del Comune di Villarosa e il patrocino della Regione Siciliana, si era aperto il 27 giugno, e ha visto alternarsi per sei serate cinque compagnie teatrali provenienti da diverse province siciliane, in una “amichevole gara” dove il vero vincitore è rimasto il teatro stesso. Notevole l’afflusso di pubblico che ha seguito con caloroso affetto tutte le rappresentazioni animando piacevolmente le serate.

Durante la serata sono stati distribuiti diversi riconoscimenti tra le compagnie partecipanti. La “C.G.S. Karol” di Catania ha visto premiare Mario Sorbello come miglior attore protagonista (ex aequo) per “Enrico IV” di Pirandello. “Teatrouno” di Mazzarino, per “A famigghia difittusa”, si è aggiudicata cinque premi: miglior attore protagonista a Enzo La Bella (ex aequo), miglior attrice caratterista a Irene Stupppia, attore non protagonista Domenico Bevilacqua e attrice non protagonista Simona Alessi, oltre al premio speciale agli autori del testo Calogero e Rosanna Maurici.

La compagnia “Cesare Cannata” di Palazzolo Acreide ha ricevuto due premi speciali: uno a Massimo Pantano per il testo originale “S.R.L. Suicidio a responsabilità limitata” e uno a Davide Paternò per la sua comicità coinvolgente. Agli “Amici del teatro Solarino” è andato il premio alla miglior attrice protagonista Concetta Inturrisi  per “ho affittato un maggiordomo”. La Compagnia “Thèatron” di Caltanissetta per lo spettaacolo “Vivo, morto e assicurato” ha ricevuto quattro riconoscimenti: premio speciale alle musiche originali di Ernesto Cerrito e Toti Bruno, miglior attore caratterista ad Angelo Cancelliere, miglior regia a Giorgio Villa e il prestigioso premio come miglior spettacolo di gradimento del pubblico.

Un festival che premia il teatro di qualità e che riporta nel cuore della provincia dell’isola la cultura come motore di rinnovamento e di promozione del territorio.

Durante la premiazione finale della rassegna, l’atmosfera gioiosa ha ceduto il passo a un gesto di profonda umanità. Erano circa le 22:00 quando l’attrice e autrice Elisa Di Dio, insieme al maestro Davide Campisi, ha battuto improvvisamente la mano sul leggio durante il loro reading “A tempo di lei”, dedicato alle donne significative di Sicilia. Un segnale inaspettato ma profondamente sentito per unirsi al “Baccano per Gaza”, il grido di solidarietà che da giorni risuona in piazze, locali e teatri di tutta Italia. La scelta di inserire questo momento durante un omaggio alle donne siciliane – da Maria Occhipinti a Franca Viola, dalle contadine alle madri rimaste sulle soglie ad attendere uomini partiti per la guerra – ha reso il gesto ancora più significativo, creando un ponte ideale tra memoria storica locale e tragedia contemporanea.

Il pubblico ha risposto con un’emozione immediata: un applauso fragoroso che ha trasformato la sala in una comunità unita.

“In Sicilia la rabbia si chiama ‘raggia’ – ha ricordato Elisa Di Dio – da questo stato d’animo siamo partiti per parlare di spopolamento, memoria e resistenza attiva. Abbiamo ricordato le donne della nostra terra e da lì è scoppiato il baccano per Gaza, in sintonia con le piazze e i palchi d’Italia che non tacciono”.

Campisi Di Dio

Davide Campisi ed Elisa Di Dio

La manifestazione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Costanza e dal vicesindaco Giuseppe Ippolito, ha visto presenti alla serata finale anche l’assessore Paola Giadone, la presidentessa del consiglio comunale Lorena Pignato e l’assessore al bilancio Michelangelo Taravella.

“Una serata che ha saputo unire bellezza, memoria e impegno civile – sottolinea Pietrina Saija – dimostrando che anche da un piccolo paese siciliano può partire un messaggio forte e chiaro: l’arte non è mai indifferente. Quando si tratta di difendere la pace e la dignità umana, può trasformarsi in voce collettiva”.

Quello che è accaduto a Villarosa rappresenta un esempio eloquente di come la cultura possa farsi veicolo di valori civili senza perdere la propria natura di intrattenimento e bellezza. Non si è trattato di strumentalizzare un evento artistico, ma di permettere all’arte di esprimere quella funzione sociale che le è propria da sempre. La scelta di dedicare un momento della serata alla tragedia palestinese, inserendola nel contesto di un omaggio alle donne siciliane che hanno vissuto l’esperienza della guerra e della separazione, ha creato un parallelismo toccante tra memoria storica e attualità, tra il dolore del passato e quello del presente.

La serata si è conclusa con l’esibizione frizzante dei “The Nameless”, band ennese che ha proposto funk e rhythm and blues con la voce di Samantha Stivala, mentre l’ottimo service tecnico è stato curato da Lillo La Placa e Maurizio Scarlata.

Il successo della seconda edizione, seguita non solo dal pubblico locale ma anche da quello proveniente da Enna e provincia, pone le basi per rendere il “Villarosa Teatro Festival” un appuntamento annuale fisso, una piazza di incontro per realtà teatrali siciliane e non solo, dove creare scambi culturali e umani che, come hanno dimostrato i fatti, sanno farsi portatori di valori universali.

Fabio Marino

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