Centenario di Enna capoluogo, consegnata a Buttafuoco la chiave della città

Per la prima volta nella sua storia, Enna consegna la chiave della città. E la affida a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, la più importante fondazione culturale italiana, un ponte ideale tra Enna e il mondo della cultura europea.
Il riconoscimento, voluto dal sindaco Mirello Crisafulli e dall’Amministrazione, è stato conferito venerdì sera e ha aperto le celebrazioni per i cento anni di Enna capoluogo di provincia, istituita il 6 dicembre 1926. È un omaggio a uno dei cittadini più illustri che il territorio ennese abbia espresso nel nostro presente.
La cerimonia, presentata dalla giornalista Tiziana Tavella, si è aperta con l’esibizione del Gruppo Folkloristico Kore. È seguito il concerto della Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, diretta dal maestro Luogotenente C.S. Paolo Mario Sena. Il concerto ha rappresentato un omaggio ed un ringraziamento alla città di Enna, dove l’Arma dei Carabinieri è presente sin dal 1861, dove la Fanfara si era già esibita in occasioni storiche recenti, tra cui l’inaugurazione dell’Anno Accademico “2021/2022” dell’Università KORE, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ed il Concerto della Legalità, presso il Teatro GRIVI.
La Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” vanta radici antichissime: fondata il 3 agosto 1860 nell’ambito dei Carabinieri Reali di Sicilia come “Corpo Musicanti”, era inizialmente composta da 14 elementi. Oggi ripete i fasti di un tempo schierando 30 orchestrali, tutti Carabinieri diplomati presso i Conservatori italiani, che affiancano all’impegno musicale il normale servizio d’Istituto. Nel corso della sua storia, il complesso si è esibito nei più famosi teatri del Meridione (tra cui il Teatro Massimo di Palermo e di Catania) e, nel 2020, presso la prestigiosa sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Attualmente la Fanfara è diretta dal Maestro Luogotenente C.S. Paolo Mario Sena.
Per onorare il capoluogo ennese, il Maestro Sena ha predisposto un programma musicale variegato e di assoluto spicco. L’esibizione è stata aperta con l’Inno del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia, composto dallo stesso Maestro Sena, per poi spaziare tra capolavori classici e moderni. Sono stati eseguiti brani celebri come la marcia “Corazzata Sicilia”, tratta da La Bohème di G. Puccini in occasione del centenario della morte del compositore, estratti dai celebri “Quadri di un’esposizione”, di M.P. Mussorgskij, e la “Hohenfriedberg Marsch”. Non sono mancate incursioni nella musica pop e jazz, con una Suite dedicata a Frank Sinatra, arrangiamenti di storici brani dei Pooh (tra cui Pensiero, Parsifal e Viva), melodie indimenticabili come Here, There and Everywhere dei Beatles e Summertime di G. Gershwin, nonché un omaggio alla canzone d’autore italiana. A suggellare l’evento, in un clima di profonda solennità, la Fanfara ha concluso l’esibizione intonando La Fedelissima, celebre marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri, seguita dal Canto degli Italiani, Inno Nazionale.

«Questa non è una cerimonia nostalgica – ha dichiarato il sindaco Mirello Crisafulli – Ricordiamo un passaggio di cento anni fa per riflettere su ciò che abbiamo fatto e su ciò che possiamo ancora fare. Siamo figli di Euno e non ci rassegniamo all’idea che altri decidano il nostro destino. Non accettiamo che i comuni delle aree interne vengano accompagnati verso la chiusura. Vogliamo fare di Enna un centro di servizi culturali e sanitari per le aree interne».
Il sindaco ha rilanciato la prospettiva di un policlinico universitario, «evitando una concorrenza che non serve a nessuno», riferendosi a Caltanissetta.
«La novità più importante degli ultimi decenni in Sicilia è stata la nascita dell’università Kore – ha detto Buttafuoco insignito della laurea honoris causa –. Qui l’intelligenza e lo studio possono diventare un ascensore sociale, come in passato lo era il lavoro nelle miniere e nelle zolfare. Si voleva fare di questa provincia l’ultima, quella da dimenticare ai margini della storia. Invece è riuscita a riaffermarsi».
Il presidente Cataldo Salerno, tra i promotori dell’ateneo ennese, ha ricordato che l’università «non è stata un progetto casuale, ma una scelta politica precisa». Il presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, ha definito la Kore «figlia prediletta della provincia», aggiungendo «non siamo periferia, siamo un centro di relazioni e di vita».
Il rettore emerito Gianni Puglisi ha posto al centro l’etica: «Oggi si parla molto di estetica, sostenibilità e correttezza professionale nella gestione delle risorse. Ma al centro deve restare l’etica personale e sociale». Ha poi richiamato la dignità, «la parola evocata anche da Sergio Mattarella nel giuramento per il suo secondo mandato. Mi domando quanti di quei principi siano stati davvero realizzati nel Paese».
Dalla dignità è ripartito Buttafuoco nel suo intervento conclusivo. Si è rivolto al sindaco e amico Crisafulli e ha rilanciato il tema della responsabilità politica.
«La Sicilia – ha detto – non può rassegnarsi, chi non è in grado di guidare la Regione deve lasciare spazio a una nuova classe dirigente».
A chiudere la serata è stato l’apprezzato spettacolo di sand art dell’artista Stefania Bruno. Con la sabbia ha composto un racconto visivo che ha accompagnato idealmente la città dal passato verso il futuro.
Le celebrazioni per il centenario proseguiranno nei prossimi mesi, fino alla ricorrenza del 12 gennaio 2027.





