Carceri, dopo la rivolta di Enna la Cgil chiede più personale e investimenti

Alfredo Schilirò
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«La gravissima rivolta verificatasi sabato 4 luglio presso la Casa Circondariale di Enna è stata di fatto la rappresentazione ‘plastica’ del degrado in cui versano gli istituti penitenziari italiani e l’evidenza che il governo nazionale, in questi anni, non ha elaborato una politica all’altezza ma solo spot elettorali». È quando dichiarato dal Segretario Generale della Funzione Pubblica Cgil di Enna Alfredo Schilirò.

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«Nelle carceri italiane in generale e quindi nello specifico anche negli istituti penitenziari Ennesi – continua Schillirò – occorre un piano di assunzioni mirato, in modo da potenziare l’organico di polizia penitenziaria ma anche di educatori, psicologi, insegnanti ed animatori. Dunque un piano straordinario di assunzioni per prevenire i reati di varia natura. Bisogna attivare una strategia integrata che vede l’applicazione immediata delle leggi, e in questo hanno senza dubbio un ruolo fondamentale le forze dell’ordine e la magistratura, ma anche con l’aiuto delle famiglie, delle scuole e delle università».

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Il Segretario della Funzione Pubblica ennese prosegue: “Un approccio esclusivamente securitario non è in grado di fornire risposte efficaci, anzi, rischia di ingolfare ancora di più un sistema già in grande difficoltà. La Polizia Penitenziaria è sotto organico, con evidenti carenze di personale in ogni ruolo. Emettere ‘decreti sicurezza’ motivati solo da esigenze di populismo, senza analizzare le conseguenze reali per i lavoratori e per le strutture stesse, è un atto irresponsabile.”

Schilirò prosegue affermando che “il settore necessita di investimenti significativi da parte del Governo. Torniamo a ribadire la necessità di investire in un Piano straordinario di assunzioni per tutte le figure professionali che agiscono dentro e fuori le carceri, compresa l’esecuzione penale esterna, per il recupero il reinserimento ed il controllo dei detenuti».

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