Caltanissetta si prepara ad accogliere un evento espositivo che intreccia scultura, pittura e fotografia in un dialogo tra memoria e contemporaneità. Si inaugura il 4 dicembre presso Palazzo Moncada di Caltanissetta “Memorie”, mostra collettiva che riunisce tre importanti protagonisti della scena artistica ennese: lo scultore Mario Termini, il pittore Aldo Petralia e il fotografo Donello Scarpinato.
L’esposizione, visitabile fino al 30 dicembre, propone un intreccio di suggestioni dove marmo, terra, legno, colore e luce dialogano in un percorso che attraversa linguaggi espressivi diversi ma profondamente complementari.
L’evento inaugurale, che sarà presentato da Emilia di Piazze e Totò Chiello, si arricchirà della performance “La terra di Mnemosyne – Mito e memoria sotto il segno dell’arte”, interpretata da Elisa Di Dio della Compagnia dell’Arpa, accompagnata dai violinisti Stefano Termini e Ivan Scarpinato. Un momento che unirà parola, musica e arti visive in un’unica esperienza sensoriale dedicata alla dea greca della memoria, madre delle Muse.
Le opere di Mario Termini nascono da un confronto ispirato con la statuaria classica, portando con sé tutto il pathos della distanza storica e lo spirito dei tempi. Le sue sculture vivono di una tensione costante tra staticità e movimento, forme che sembrano fissate nel marmo ma che si rinnovano ad ogni sguardo dello spettatore, rivelando sempre nuove profondità espressive.
Pittore, architetto e insegnante, Aldo Petralia ha scoperto fin da bambino la passione e il talento per la pittura, distinguendosi in numerosi premi ed esposizioni di livello nazionale. La sua ricerca artistica si caratterizza per l’interesse verso forme espressive che sono al tempo stesso nuove e antichissime: recupera materiali come legno e marmo con l’intenzione precisa di ridare vita a ciò che l’ha perduta. Quattro elementi si rincorrono nelle opere di Petralia, fusi in una visione unica: i paesaggi onirici e surreali, la figura femminile come epifania dell’idea platonica del bello, la barca archetipica arenata sulla spiaggia – simbolo di approdo e partenza – e infine le logge e i colonnati, luoghi dello spirito dove l’architettura si fa metafisica.
Nelle fotografie di Donello Scarpinato le tradizionali forme linguistiche del mezzo fotografico – il rapporto tra ombra e luce, le inquadrature studiate, i contrasti e gli elementi compositivi – diventano strumenti per elaborare un universo simbolico personale e veicolare messaggi che nascono dall’osservazione profonda del reale. Le sue immagini sono capaci di suscitare stupore, nostalgia e rivelazione, spesso tutto insieme, in un equilibrio delicato tra documentazione e poesia.
La mostra sarà aperta da martedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00, fino al 30 dicembre. Un’occasione preziosa per immergersi in un percorso artistico che celebra la memoria come fonte inesauribile di ispirazione creativa e come ponte tra passato e presente.
Fabio Marino







