Leonforte, SiciliAntica denuncia criticità lungo il fiume Crisa e chiede un piano di recupero

La sede di SiciliAntica del Comprensorio di Assoro, Leonforte e Nissoria interviene sullo stato del fiume Crisa/Tavi, richiamando l’attenzione sul valore storico, ambientale e agricolo dell’area e chiedendo interventi di recupero e bonifica.
L’associazione parte da alcune testimonianze storiche. Nel 1653 Nicolò Serpetro, religioso vissuto alla corte del principe Nicolò Branciforti, descriveva nell’opera “Il mercato delle maraviglie della natura” la presenza di diaspri, agate e calcedoni raccolti lungo il letto del fiume Crisa e successivamente lavorati dagli artigiani dell’epoca.
Il corso d’acqua, ricorda SiciliAntica, è citato anche da autori antichi come Cicerone, Diodoro Siculo, Silio Italico e Claudio Tolomeo. Lungo le sue sponde si svilupparono inoltre villaggi, fortificazioni e l’antico centro abitato di Tavi.
Secondo quanto riferisce l’associazione dopo un’esplorazione sul campo, oggi il fiume presenta diverse criticità. SiciliAntica segnala «discariche abusive disseminate lungo le sponde, con preoccupanti accumuli di eternit e rifiuti d’ogni genere», oltre a «opere di imbrigliamento in cemento mai manutenute e lasciate al degrado» e una «viabilità rurale e interpoderale al limite della praticabilità».
L’associazione sottolinea inoltre il valore dell’area per le produzioni agricole locali, tra cui la Pesca Tardiva e la Fava Larga di Leonforte, e richiama le segnalazioni provenienti da agricoltori, studiosi e ambientalisti sulle condizioni del territorio: «Gli agricoltori denunciano l’abbandono delle infrastrutture e dei sistemi di attraversamento del fiume; gli archeologi e gli storici guardano con grande preoccupazione alle vestigia antiche sommerse da sterpaglie, canneti ed erba incolta, soffocate dai rifiuti; gli ambientalisti vedono seriamente compromesso un habitat fluviale unico, la cui flora e fauna sono costantemente compresse dall’inquinamento e dal cemento».
SiciliAntica chiede quindi un intervento complessivo sul bacino del Crisa/Tavi: «L’associazione chiede un cambio di passo immediato: non servono più soluzioni provvisorie o interventi tampone superficiali, che spesso rischiano di arrecare più danni che benefici, ma un piano strategico di recupero, bonifica e valorizzazione dell’intero bacino fluviale del Crisa/Tavi».





