Il Comitato Senz’Acqua Enna declina l’invito dell’ATI: «Il confronto sia pubblico»

PUBBLICITÀ    

Il Comitato Senz’Acqua Enna non parteciperà alla riunione convocata dall’Assemblea Territoriale Idrica per il prossimo 29 settembre e rilancia la richiesta di un confronto pubblico aperto alla cittadinanza. Nella comunicazione formale inviata all’ATI, il Comitato conferma infatti la decisione di declinare l’invito, dichiarandosi disponibile a discutere delle problematiche del servizio idrico in un’assemblea pubblica.

PUBBLICITÀ  

Il Comitato motiva la propria decisione richiamando il percorso portato avanti negli ultimi anni: «Dopo quasi due anni di incontri, interlocuzioni, richieste, sollecitazioni e confronti, riteniamo che sia arrivato il momento di cambiare modalità. Il Comitato ha dedicato tempo, energie e risorse a questo percorso e, oggi, sinceramente, non abbiamo più tempo da perdere in riunioni che rischiano di rimanere fini a sé stesse».

La disponibilità al confronto, viene precisato, resta però aperta a condizione che avvenga in una sede pubblica: «Se però l’ATI manifesta realmente la volontà di confrontarsi con i comitati cittadini e di ascoltare le istanze della popolazione, allora riteniamo che la sede più opportuna sia un’altra: un’assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza. Un confronto trasparente, alla luce del sole, davanti ai cittadini che quotidianamente affrontano i problemi legati al servizio idrico, alle bollette, alla qualità dell’acqua e alle tante criticità che il Comitato denuncia ormai da anni».

Il Comitato Senz’Acqua Enna ribadisce quindi la propria disponibilità a prendere parte a un eventuale incontro aperto alla città: «In quella sede, il Comitato Senz’Acqua Enna non avrà alcun problema a partecipare, a confrontarsi e a porre tutte le domande necessarie, così come abbiamo sempre fatto».

Da qui l’invito rivolto direttamente all’ATI: «Per questo motivo, rivolgiamo ufficialmente all’ATI il nostro invito ad organizzare un’assemblea pubblica, mettendo al centro non le formalità istituzionali, ma i cittadini e il diritto ad avere risposte chiare. Adesso attendiamo che l’ATI raccolga il nostro invito. Il confronto, se deve esserci, sia pubblico, trasparente e soprattutto davanti ai cittadini».