Enna: l’Umberto I verso la normalità, da lunedì ‬ripartono le attività ospedaliere e ambulatoriali

Da lunedì ‬ripartono le attività ospedaliere e ambulatoriali in Sicilia; anche l’Umberto I torna ospedale generalista.
Una circolare dell’Assessorato alla Salute, sul “Progressivo ripristino delle attività assistenziali per la fase 2” , che potrebbe subire ancora modifiche, è stata inviata alle Asp siciliane con le linee guida, una ventina di pagine, da seguire.
Tanti nosocomi tramutati in Covid hospital hanno svuotato oramai i reparti e la sanità riparte a ritmo lento ma inesorabile. A contraddistinguere la fase due, una forte azione di monitoraggio, almeno per i primi 60 giorni. Con la chiusura dei reparti Covid, nelle prossime settimane, da lunedì, gradualmente dovrebbe avvenire il trasferimento dei reparti.
Via libera dalla Regione, dunque, ma la prudenza è alla base di ogni attività. Anche la sanità siciliana dovrà fare i conti con ciò che è accaduto, infatti dovrà garantire uno stato di allerta costante nei confronti dei dati epidemiologici e, quindi, dimostrare capacità nell’anticipare e contenere una possibile diffusione virale, rivedendo le strutture ospedaliere in termini logistici, dagli spazi dedicati ai ricoveri (possibile riduzione numero posti letto) ai percorsi per accedere all’ospedale (persisterebbero i pre-triage fuori dalle strutture e ci saranno percorsi dedicati e orientati) e in termini di sicurezza (capacità di sanificazione e disponibilità di Dpi).
Qualunque attività sarà scandita da una fase di follow up, dall’accesso ai pronto soccorsi all’effettuazione di interventi chirurgici (per ricoveri e interventi, 48 ore prima, bisognerà sottoporre il paziente al test rinofaringeo); i pazienti infatti non potranno muoversi all’interno dei nosocomi e avviare le attività mediche e diagnostiche senza aver prima superato alcuni step: misurazione temperatura corporea, anamnesi ed escludere la positività al Covid19. In presenza di una temperatura pari o superiore ai 37.5 gradi, l’utente sarà sottoposto al test sierologici rapido e in caso di positività al tampone. In quest’ultimo caso, se risultasse affetto dal virus, sarebbe reindirizzato alle strutture competenti-dedicate.
Gli ospedali dovrebbero essere suddivisi in tre categorie: tipo A (esclusivamente Covid); B (attivabili entro 48 ore); C (riconvertite entro 7 gg in base ai dati epidemiologici); non è ancora chiaro – per province – chi stabilirà quale dei nosocomi sarà ad elezione Covid e quali da supporto. Saranno le dotazioni strategiche delle Asp a individuarli oppure l’Assessorato? Rimarranno attive sul territorio anche le Usca. Se presenti nel nosocomio i pazienti arrivati in urgenza, saranno albergati in una “zona grigia”, diversamente attenderanno l’esito nella propria abitazione, con la possibilità di riprogrammare subito – se negativi – la visita.
Dal ‪25 maggio‬ ripartono – sul territorio come in ospedale – anche le prestazioni ambulatoriali di tipo D (differibili) e P (programmate) oltre alle U (urgenti) e B (breve – entro 10 gg) mai sospese e le extramoenia. Per prenotare si dovrà prediligere il servizio Cup telefonico e online; ci si recherà alla visita 15 minuti prima non di più. Nelle prime fasi bisognerà dare priorità alle prestazioni a carico di pazienti con patologie croniche o malattie rare. Inoltre “secondo un principio prudenziale – si legge nella circolare – è opportuno in linea di massima posporre di 30 giorni la chirurgia ambulatoriale (ivi compreso il Day service chirurgico) per tutti gli interventi il cui esito a breve/medio termine non abbia alcun sostanziale impatto sulla qualità della vita della persona assistita”.
Insomma bisognerà aspettare un po’ di tempo per ritornare alla “normalità” o, molto più probabilmente, la normalità assumerà un volto diverso rispetta a quella a cui eravamo abituati. In ogni caso da ‪lunedì prossimo‬ non vi saranno più pazienti di serie A piuttosto che B, tutti potremo, con prudenza, tornare a curarci.
Angela Montalto

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